Andrea Alario: Accordo con Eni, unica soluzione per Gela. Tutto procede come sottoscritto

Tutto procede secondo l’accordo sottoscritto a Roma il 6 novembre scorso. Avviate le progettazioni, alcune in fase di completamento, l’unico intoppo riguarda i ricorsi al Tar che alcuni comuni hanno avviato per le perforazioni a mare. Questo è quanto riferito da Andrea Alario, segretario provinciale Ugl chimici, sullo stato del protocollo firmato con Eni. “Da qui a fine anno si inizierà con la costruzione del Prezioso K, che garantirà circa 300 posti di lavoro per gli operai gelesi, e circa 3500 in totale”. La costruzione della piattaforma sarà divisa in due fasi, la prima riguarderà la parte strutturale affidata a società di Palermo e Siracusa, perchè qui mancano le condizioni tecniche cioè lo Yard; la seconda fase riguarderà gli impianti e il cablaggio, che verranno affidati a società locali. “Si proseguirà con gli investimenti su pozzi esistenti a terra, si tratta di lavori di manutenzioni. Inoltre si procederà con i lavori di bonifica”. Iniziata la bonifica dell’impianto Acn e i lavori sul dissalatore inizieranno a giorni, e ciò porteranno nuovi occupati, inoltre  va avanti il progetto di  Ecofining.  “L’accordo era l’unica via per Gela, in quanto la chiusura dello stabilimento ero il serio rischio che stava correndo la nostra città”, ha affermato Alario. “Molti operai dell’indotto sono in stand-by in questo periodo, ma ci sarà la possibilità per loro di essere riassorbiti”. Essere area di Crisi complessa per Gela significa agevolare gli investimenti in città, e già tante società hanno presentato progetti, oltre allo Mossi e Ghisolfi, che dovrebbe realizzare in città un impianto di bioetanolo di 80 mila tonnellate, utilizzando scarti agricoli come la paglia o la canna comune. “Il progetto Green Refinery dell’Eni, porterà alla conversione della raffineria in bio, salvaguardando il grosso dei lavoratori”. Per quanto riguarda i dipendenti Eni, a Gela ne sono rimasti finora circa 750, ma 400 sono pronti per partire. Il trasferimento in alcuni casi ha riguardato altre società dell’Eni, come Enimed o Syndial locali. “In questo caso, nessuno dei lavoratori dipendenti di Eni ha perso il posto, per loro vi è stata l’alternativa del trasferimento, con trasferta”

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