“Antonio e Grazia per sempre”, l’amore non sporca, ma rispetta

Non tutti rispettano l’arte, non tutti amano il bello. Sembra quasi che a Gela quello che sappiamo fare non riusciamo a valorizzarlo. Era lo scorso settembre quando alcuni artisti, locali e non, hanno dato un tocco di colore alle panchine di piazza Salandra, di fronte al teatro Eschilo, abbellendo una zona frequentata da giovani e adulti.

Un esperimento ben riuscito, che sin da subito ha collezionato i complimenti dei cittadini. Ma è passato poco, qualche mese appena, per stancarsi della novità, per pensare di rovinare ciò che di diverso si stava iniziando a donare alla città di Gela.

“Antonio e Grazia si amano e sognano di vivere insieme per sempre”. Ma era proprio il caso di scriverlo su una panchina firmata da un artista? Usate i fogli di carta, sono più romantici. Sembrano essere passati di moda, è vero, ma sarebbe bene riappropriarci delle abitudini sane del nostro passato.

Antonio e Grazia si amano, ma due nomi scritti a penna su un bene pubblico non hanno nulla di speciale. Chi si sognerebbe mai di scrivere su una tela esposta in un museo? Nessuno! E qui che cosa c’è di diverso? Il fatto che sia una panchina o che si trovi all’aperto? L’arte non ha luogo, l’arte non ha nome, l’arte non ha prezzi né divieti. È arte sempre e comunque e, in quanto tale, va rispettata perché aiuta il mondo a essere migliore, perché rende bello anche il brutto e originale persino il banale.

Nessuno vi dice di non amarvi, ma fatelo in silenzio. Fatelo sedendovi e scambiando baci su quelle panchine e lasciate le penne a casa.

L’amore fatelo scrivere ai giorni che passano e non alle vostre mani, sanno soltanto sporcare.

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