Apertura cancelli di Auschwitz: sono passati 71 anni. Commemorazione nelle scuole di Gela

Sono passati 71 anni da quel 27 gennaio  del 1945, in cui i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz si aprirono per mostrare al mondo gli orrori dell’Olocausto. Le truppe sovietiche della Prima Armata del Fronte Ucraino liberarono circa settemila prigionieri ancora in vita. “Auschwitz, rappresenta quel buco nero che ha di colpo inghiottito, insieme a milioni di vittime innocenti, secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero, dell’arte”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della celebrazione della Giornata della memoria, al Quirinale. Auschwitz “non ci abbandona. Al contrario ci interpella costantemente, ci costringe ogni volta a tornare sul ciglio dell’abisso e a guardarvi dentro con gli occhi e la mente piena di dolore e di rivolta morale”. Stamani per commemorare le vittime della Shoah, la scrittrice Ismete Selmanaj  ha presentato agli studenti dell’Istituto L. Sturzo di Gela,  il suo libro “Verginità rapite” edito in lingua italiana da Bonfirraro, una storia di stupri e violenze, nell’Albania stretta nella morsa della dittatura comunista, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80, cui però segue un orgoglioso riscatto. L’incontro è stato organizzato dai club service Fidapa – BPW Italy, Kiwanis, Rotary e Inner Wheel, in collaborazione con la libreria Randazzo e Bonfirraro editore. Oltre all’autrice, è intervenuto l’editore Salvo Bonfirraro e il dirigente Grazio Di Bartolo, con la moderazione di Fabiola Polara. Oggi anche gli alunni della S.S. di I Grado dell’I.C. G. Verga, hanno celebrato “La Giornata della Memoria”. Gli studenti  hanno animato la ricorrenza attraverso la visione di Video, Testimonianze, Cori, Letture espressive e brevi drammatizzazioni che hanno stimolato la riflessione ed il ricordo. È intervenuta la Prof.ssa Lina Orlando e della scrittrice Giuliana Fraglica che per l’occasione ha intonato il testo di una canzone di autoproduzione sull’Olocausto.
“La scuola – ha detto il dirigente scolastico Viviana Aldisio – invita gli studenti a riflettere per non disperdere il patrimonio dei fatti della Storia, per evitare l’indifferenza. La trasmissione della memoria fra le generazioni è un dovere morale a cui la scuola non può sottrarsi, anche al fine di evitare che gli errori del passato si ripropongano, seppur in forme diverse, per non dimenticare, perché, come ammonisce Primo Levi, «le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate. Per questo il “Giorno della Memoria” deve costituire un momento collettivo non di formale commemorazione, ma di autentica compartecipazione e di attenta riflessione perché alle numerose vittime di questa immane tragedia sia reso doveroso omaggio e ne sia conservata la memoria”.

Articoli correlati