APPROFONDIMENTO: Tensioni e dialogo tra Consiglio Comunale e lavoratori: “quale sarà il nostro futuro?”

Un consiglio comunale fuori dagli schemi quello che si è svolto ieri al palazzo di città. In

programma c’era il question time, in cui era previsto che i consiglieri ponessero delle domande alla Giunta. Alla fine, la maggior parte delle domande sono arrivate dai cittadini stessi. Una folta rappresentanza spontanea di lavoratori dell’indotto, a seduta appena cominciata, ha cominciato a protestare ad alta voce. I consiglieri hanno deciso di non sottrarsi alle pressioni dei lavoratori che da tempo sono esasperati per le precarie condizioni in cui versano e per un futuro che non ha nulla di certo. La presidente di turno, Maria Pingo, ha deciso addirittura di concedere via via i microfoni delle postazioni normalmente destinate ai consiglieri ai lavoratori che volessero prendere parola. Uno strappo al regolamento che ha dimostrato comunque che il Consiglio non vuole (o non può, visto il clima incandescente) sottrarsi al dialogo coi cittadini. Come al solito, molti consiglieri hanno cavalcato l’esasperazione dei lavoratori con frasi fatte e prive di contenuto del tipo

“dobbiamo ascoltare questi padri di famiglia”, “e domani cosa mangiano?”, “io da sempre lavoro al fianco dei lavoratori”, … Interessante è stata la reazione dei lavoratori che ormai hanno sviluppato una vera e propria allergia a frasi già sentite troppe volte e che, anziché applaudire, hanno ancora di più alzato la voce e gridato i loro scetticismo e diffidenza. Alcune affermazioni hanno il surreale, come quella del consigliere Casano che chiede al microfono “l’erogazione dei posti di lavoro doverosa in base ai danni ambientali e di salute”. Nonostante frasi fatte e inverosimili, non sono mancati i contenuti veri, che in questo articolo cercheremo di riferire, soggetto per soggetto.

Crisi e futuro occupazionali

 L’Assessore all’Energia e Sviluppo Economico, Simone Siciliano, ritiene decisivo l’incontro al Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) del 15 Settembre. La prima cosa che l’Assessore cercherà di ottenere è il prolungamento degli ammortizzatori sociali, alcuni dei quali scadono a Novembre. Sebbene questa sia una misura dovuta, i lavoratori lamentano che con 630€ al mese (a tanto ammonta la cassa integrazione per la maggior parte) non si può andare tanto lontano. L’azione dell’Amministrazione per il medio e lungo termine, dice Siciliano, si svolgerà su due punti: il Protocollo di Intesa del 6 Novembre 2014 firmato al MISE e l’Accordo Programmatico messo a punto dal Comune.

Per quanto riguarda il primo, l’Amministrazione verificherà che esso venga effettivamente rispettato dall’ENI. L’Assessore legge in aula una relazione con la quale l’ENI afferma che la maggior parte dei lavori sono in linea coi tempi previsti e rassicura che gran parte delle commesse verranno affidate a imprese locali. Tuttavia, queste rassicurazioni non convincono i lavoratori, alcuni dei quali fanno presente che sono già operative imprese non locali e che le ricadute occupazionali sono insufficienti e non veritiere (i lavoratori gridano “ma da dove se li sono inventati quei numeri?! ”). Le argomentazioni dell’ENI non convincono neanche i consiglieri e l’Assessore stesso, che ha inviato richiesta di ulteriori chiarimenti. In ogni caso, il primo passo per l’attuazione del Protocollo è lo svolgimento degli incontri trimestrali, previsti  ma mai realizzati finora. Il consigliere Siragusa imputa all’Amministrazione una sorta di ambiguità su ciò che il protocollo prevede, ad esempio sulle piattaforme di estrazione rappresentanti il 70% dell’investimento, considerando le manifestazioni dei 5 stelle contro le trivellazioni, a cui anche il Sindaco ha partecipato. L’Assessore non si pronuncia, dicendo che le autorizzazioni alle trivellazioni non sono responsabilità del

Comune.

Ma il punto più importante per l’Ass. Siciliano non è il Protocollo del MISE, bensì l’Accordo Programmatico, per preparare il quale i membri dell’Amministrazione “non ha dormito la notte”.

Siciliano intende farsi approvare questo documento in un incontro al MISE Il 15 Settembre e ritiene che sia l’inizio dell’iter di definizione dell’Area di Crisi Complessa, chiesta a gran voce dai lavoratori. Contiene proposte che possono creare un’alternativa occupazionale all’ENI, attirando investimenti terzi. L’Accordo prevede bonifiche, sconti sui carburanti usati dalle ditte operanti nell’area, rimette sul mercato con facilitazioni fiscali alcune parti del polo industriale, assegna il pontile regionale al Comune che intende usarlo permettendo alle navi l’attracco senza anticipazione dell’IVA.

Revoca dell’Assessore Nardo

Siragusa interroga il sindaco sul perché abbia deciso di licenziare l’Assessore all’Ambiente e Salute Fabrizio Nardo, appena qualche settimana dopo l’insediamento e gli rimprovera aver preso la sua decisione in via del tutto personale, senza consultare il Consiglio Comunale, in accordo a quanto previsto dal Regolamento Comunale (Art. 22 lettera B).

Il sindaco Messinese precisa intanto che il sindaco ha potere discrezionale sulla scelta dell’Assessore. Le colpe dell’ex-assessore, che avrebbero spinto Messinese al suo licenziamento, sarebbero una presunta inefficacia nella gestione dei rifiuti e del randagismo, una personalizzazione dell’attività (l’assessore si è recato a Roma senza spiegare prima il perché e senza avvisarlo) e una “ostilità” nei confronti del sindaco stesso e di altri membri del comune, anche con affermazioni pubbliche rilasciate dall’assessore del tipo “Alcuni dirigenti hanno omesso di darmi informazioni, spero non volontariamente”.

Risposte che non convincono Siragusa, che ritiene che queste motivazioni ufficiali siano prive di reale consistenza, considerato anche che l’assessore non ometteva affatto di affrontare i problemi di sua competenza, compresi i rifiuti  e che, anzi, la sua attività era sotto gli occhi di tutti grazie alle “cartoline” attraverso le quali l’assessore pubblicava le sue azioni sui social network e spiegava non solo al Sindaco, ma a tutti i cittadini, il perché dei suoi viaggi. Siragusa ritiene che le motivazioni ufficiali di Messinese siano un paravento dietro al quale se ne potrebbero nascondere altre e annuncia che chiederà una seduta monotematica sul tema.

Illuminazione pubblica

L’Assessore alla Gestione e Sviluppo dei Servizi Urbani, Nuccio di Paola, interviene sulla revoca dell’affidamento di illuminazione della città che era stato assegnato dalla precedente amministrazione a un raggruppamento di privati e che la presente ha deciso di revocare. La revoca era un atto dovuto, secondo l’Assessore, visto che la Cpl Concordia, una ditta che partecipava al raggruppamento per l’87%, è attualmente indagata e che l’Autorità Anti-Corruzione ha definito inopportuno stipulare contratti con tale impresa, rimossa anche dalla white list della Prefettura, che elenca le imprese che non hanno infiltrazioni mafiose. Considerato questo e considerato anche che ancora il Comune non aveva ancora firmato il contratto, il Comune non dovrebbe subire importanti ripercussioni in seguito ad un’eventuale rivalsa legale da parte del raggruppamento privato. L’illuminazione continuerà ad essere gestita a livello pubblico, al costo comunque di una spesa preventivata leggermente maggiore rispetto a quella che si sarebbe avuta con la gestione privata. Per recuperare questa differenza, l’Assessore intende basarsi su un piano approvato dall’ex Consiglio Comunale e non realizzato, che prevede un ammodernamento dell’infrastruttura elettrica che porterà a una maggiore efficienza energetica, finanziabile attraverso fondi pubblici che si cercherà di reperire. Nell’attesa di questi fondi, l’ammodernamento avverrà gradualmente.

Piano Regolatore

Sollecitato da un’interrogazione del consigliere Cirignotta, l’Assessore all’Urbanistica Salinitro parla del Piano Regolatore che  le precedenti amministrazioni avevano preparato ma che non è ancora operativo. L’assessore afferma che il Piano Regolatore è ormai obsoleto, perché nel frattempo le prescrizioni regionali e provinciali sono cambiate e il Piano non le rispetta più. Inoltre, anche la conformazione attuale della città è cambiata e non rispetta più ciò che vi è scritto. Pertanto, pubblicare quel Piano potrebbe portare più problemi che benefici e l’Assessorato sta analizzando se convenga prima adeguarlo. La prossima settimana è previsto un incontro con la Regione a riguardo.

Dirigente all’Urbanistica

Il consigliere Bennici denuncia all’Assessore all’Urbanistica Salinitro la mancanza di un dirigente che ha di fatto paralizzato il rilascio delle autorizzazioni nella città di Gela. L’Assessore precisa che il dirigente mancava anche prima dell’insediamento della nuova giunta e che, in suo posto, era stato temporaneamente designato il segretario comunale che, non avendo le dovute competenze tecniche, non ha potuto che limitarsi a rilasciare solo le autorizzazioni più semplici, mettendo da parte le altre. E’ stato adesso designato un nome, ma solo per via temporanea, perché l’Amministrazione si riserva una più lunga riflessione prima di un nome definitivo, considerato anche che si potrebbe pensare a una rimodulazione delle stesse procedure operative all’interno del settore urbanistica, che potrebbe richiedere figure professionali più forti rispetto a quelle a cui si pensa adesso.

A latere, a inizio seduta viene annunciato si registra il distacco del consigliere Casano dal gruppo del Megafono. Continuerà ad operare nel consiglio individualmente.

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