Approvazione legge 15/15. Csag: manca la parte delle modifica dei confini territoriali

Nonostante l’approvazione della legge regionale  sui Liberi consorzi 15/15 avvenuta ieri all’Ars, la strada per il passaggio di Gela, Niscemi, Piazza Armerina e Licodia Eubea alla Città Metropolitana di Catania, è ancora lunga. Questo quanto sottolineato dal portavoce del Csag (comitato dello sviluppo dell’area gelese) Filippo Franzone. “La riforma – afferma il Csag –  si conclude quando si applicano gli articoli delle Leggi vigenti, e qualcuno, in ambito regionale, appositamente non vuol tener conto di ciò che è già avvenuto e di quello che deve avvenire per completare la riforma. Restano tuttora nel limbo i 4 coraggiosi comuni che hanno osato scegliere, perché manca l’applicazione dell’Art. 44 comma 2 della LR 15/15: e cioè «Nell’ipotesi di variazione territoriale ai sensi del comma 1, il Governo della Regione presenta all’Assemblea regionale siciliana il disegno di legge che prevede le modifiche territoriali ai liberi Consorzi comunali ed alle Città metropolitane»”.
In poche parole la riforma non è completa, perchè manca la parte dove i cittadini hanno manifestato maggiore interesse, il cambiamento dei confini territoriali. Gli unici parlamentari regionali che hanno fatto interventi a favore della scelta democratica effettuata dai quattro comuni in questione sono stati Francesco Cappello, Antonio Malafarina e Nello Musumeci, che hanno chiesto  l’applicazione dell’Art. 44 della LR 15/15 pungolando il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta a produrre celermente il DDL con le modifiche territoriali avvenute. “Essi hanno mantenuto la parola data ai componenti dei comitati ufficiali di Gela, Niscemi e Piazza Armerina. Da questi territori sono partite più iniziative democratiche per cambiare la geografia (antiquata) siciliana, ci sono già atti di diffida eseguiti, ci fermeremo soltanto a pubblicazione in Gurs avvenuta. Pertanto, stiamo organizzando nuove azioni affinchè si acceleri l’iter.” Sottolinea il Csag. Altra questione che è emersa nella discussione all’Ars riguardante le modifiche che il governo nazionale ha chiesto alla Regione Siciliana, sulla Legge regionale 15/15, è non la modifica sostanziale  della   Legge Del Rio. E i prossimi giorni potrebbero riservare sorprese perché una delle «raccomandazioni» del governo Renzi era quella di eleggere di diritto alla guida delle città metropolitane, Palermo, Catania e Messina, i rispettivi sindaci, invece resta confermata l’elezione di II livello per i sindaci metropolitani.  I nuovi organismi saranno eletti direttamente dai sindaci e i consiglieri comunali di ciascun comune. Si prevede un numero diverso di consiglieri in base alla popolazione degli enti. “La cosa  più importante è il passaggio territoriale di questi quattro comuni alla Città metropolitana di Catania, sottolinea il Csag. “L’importanza sta nel fatto che queste comunità, sfidando le volontà di un Parlamento regionale “conservatore” e contrario ad ogni forma di cambiamento, soprattutto se questo cambiamento influisce sulla suddivisione dei collegi elettorali, hanno nel più democratico dei modi, scelto di cambiare ente intermedio, superando le difficilissime prove poste dalle Leggi Regionali siciliane (LR 8/14 e LR 15/15)”. Afferma il Csag, assieme al comitato pro referendum di Piazza Armerica, e i comitati pro Liberi consorzi di Niscemi.