Archeo -Ambiente: portare a Gela l’Auriga in bronzo? Nessuna volontà politica. Assessori promettono ma non mantengono

Nessuna volontà politica di far rinascere il turismo nella nostra città. Però si trovano i soldi per dilapidare 10.000  euro ed effettuare ben 16 sedute della “Commissione speciale d’indagine sui rifiuti”, nonostante questa sia un doppione della “Commissione Ambiente”. Questo quanto messo in evidenza dal presidente dell’Archeo-Ambiente Giuseppe Alessi, che ci ha spedito un comunicato nel quale fa un atto di accusa nei confronti dell’assessore ai Beni culturali e Turismo Francesco Salinitro, e all’assessore allo Sviluppo economico e vicesindaco Simone Siciliano. 
La questione riguarda la copia autentica del famoso “Auriga in bronzo” esposto al museo di Delfi,  per cui si era avviata richiesta all’all’Istituto Archeologico greco, trichiesta interrotta poi per questioni economiche.  “Nell’ex Chiesetta S. Biagio, dove si stava per svolgere una conferenza indetta dall’ArcheoAmbiente, l’Assessore ai Salinitro – ha comunciato Alessi – aveva dichiarato   pubblicamente, il 5 febbraio scorso, di essere d’accordo con uno dei punti del programma per lo sviluppo turistico di Gela consegnato in precedenza dal Presidente Giuseppe Andrea Alessi. Già alcuni mesi prima, aveva espresso parere favorevole nel richiedere all’Istituto Archeologico greco una copia autentica del famoso “Auriga in bronzo” esposto al museo di Delfi. A tal proposito l’Archeo-Ambiente ha chiesto  il consenso scritto al Direttore del Museo per esporla. Egli, non soltanto si era dicharato immediatamente d’accordo (il 16 novembre del 2015), ma con immediatezza (14 dicembre 2015) ha trasmesso  in allegato, all’Area Affari Generali dell’Assessorato Regionale competente, la nota dell’Archeo-Ambiente, a cui il 22 gennaio è stata consegnata la lettera di consenso con l’iter da esplicare. Il tutto è stato consegnato dall’Archeo-Ambiente al protocollo comunale il 15 febbraio del 2016”. . 
Alessi mette in evidenza come esempi di copie di opere importanti, esposte in vari musei del mondo, ce ne siano a decine. Il reperto in questione  rappresenta uno dei simboli del Santuario di Delfi (patrimonio dell’UNESCO dal 1988) alla cui base  vi è la seguente iscrizione: “Offerta votiva del tiranno di Gela, Polizalo”. “L’auriga di Delfi – afferma Alessi- costituisce uno dei pochi grandi bronzi pervenutoci intatto nel 1896. Faceva parte di una quadriga della quale, purtroppo, rimangono alcuni frammenti del carro e dei cavalli. Si è salvato da saccheggi e fusioni in quanto era ricoperto da uno smottamento di terra causato dal terremoto del 373 a.C.. Ho voluto farmi interprete della remota e sentita aspirazione di molti gelesi che la città committente possa avere almeno la copia originale di questa opera della plastica antica. Ciò equivarrebbe per Gela alla riappropriazione di una parte della sua gloriosa storia e per il museo all’acquisto di un’opera in bronzo prestigiosa in stile severo, riportato in tanti libri di storia dell’arte”. Secondo Alessi, l’Archeo-Ambiente voleva essere non soltanto proponente ma anche in parte donante, così come lo è stato dal 1994-ad oggi, per la creazione e distribuzione ad Enti e Scuole di ben otto poster didascalici e di una brochure a colori di Gela e del suo Entroterra, per l’installazione di ventuno tabelle con didascalie in doppia lingua (davanti a Chiese, Torri, Bastioni e Palazzo di Città) e di un tabellone bifacciale di mq 6 (sulla S.S. Catania-Gela, Km 37, per tre anni consecutivi dal costo complessivo di 6000 euro pagato all’Anas e che scadrà il 30 settembre prossimo). 
“Al consenso dell’Assessore  Salinitro, si è aggiunto anche quello verbale del vice Sindaco,
Siciliano, in quanto la città aveva necessità di sfruttare le proprie potenzialità anche nel campo turistico. Quest’ultimo, alla richiesta dell’Archeo-Ambiente di formulare una delibera apposita, ha perso  tempo addossando prima che era stato molto impegnato ed in ultimo dando la colpa ad un burocrate, di cui non è il caso di menzionare, che non voleva preparare tale atto. Finalmente da qualche settimana, entrambi gli Assessori hanno buttato la maschera, dichiarando che l’Amministrazione comunale non poteva permettersi tale spesa. Si è dell’opinione, tra persone per bene, che quando non si è d’accordo è opportuno dirlo prima, non dopo aver coinvolto persone ed istituzioni. Da questa vicenda si percepisce che non si ha nessuna volontà politica di far rinascere il turismo nella nostra città”. Ha affermato Alessi che sottolinea come nessun cambiamento con questa amministrazione si è avuto. 

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