Archeoclub: basta ritrovamenti casuali, su Gela necessari progetti mirati

Che fine ha fatto il progetto culturale su Gela che  la Regione stava sviluppando con il Ministero dello Sviluppo Economico?
Questo quanto chiede Archeoclub Gela che ha scritto una lettera rivolta al presidente Rosario Crocetta, e all’assessore dei Beni Culturali Identità siciliane. Archeoclub Gela, presieduta da Francesco Russello, nella lettera si riferisce alla problematica dei ritrovamenti archeologici avvenuti sui fondali del mare di Gela prospicienti contrada Bulala, ritrovamenti (rinvenuti spesso nella più completa casualità) che dimostrano inequivocabilmente la presenza di un sito che dal 1988 fino a oggi è stato un proficuo elargitore di reperti archeologici, dalla nave greca di ieri ai due elmi e agli oricalchi di oggi passando per un notevole numero di reperti. Gli ultimi ritrovamenti in mare hanno restituito, dopo 2700 anni, due elmi corinzi, un’ampolla massaliota (cioè dell’antica colonia greca di Marsiglia, in Francia) e un’anfora arcaica e 47 lingotti di oricalco, il leggendario “metallo di Atlantide” costituito da una preziosa lega di rame e zinco. Altri 39 lingotti erano stati recuperati nel dicembre 2014, frutto di una scoperta unica nel suo genere per l’intero Mediterraneo.
“Non è ammissibile -scrive Archeoclub- che la Soprintendenza del Mare, fin dalla sua istituzione, non sia stata messa dalla Regione Sicilia nelle condizioni economiche per assolvere ai compiti istituzionali di tutelare, gestire e valoizzare la cultura del mare in Sicilia e di Gela in particolare.” Ha scritto Archeoclub che sottolinea come il  bene culturale  sia considerato un vuoto a perdere, invece di considerarlo come patrimonio storico dell’Umanità, e importante risorsa turistica con ritorni occupazionali ed economici.
“Una cosa è certa, non si può ancora continuare a gestire i reperti archeologici, quelli di Gela in particolare, come ritrovamenti scoperti casualmente; bisogna intervenire con un progetto rnirato, opportunamente confortato da adeguate risorse econonfche, che si avvalga anche di moderne tecnologie così da mappare I’intera area sommersa del mare di Bulala e non solo di Bulala. Non fosse altro anche per localizzare reperti bellici della Seconda Guerra Mondiale, navi, aerei, mezzi, equipaggiamenti e quant’altro (rappresentanti un’importante risorsa di archeologia militare dello sbarco Alleato del7943, risorsa se non completamente sconosciuta, sicuramente dimenticata) che opportunamente recuperati potrebbero, ad esempio, dar corso al tanto agognato Museo dello Sbarco a Gela.
 “Non si dimentichi, a tal proposito, che qui esistono – continua Archeoclub- le condizioni per attivare un itinerario turistico di archeologia militare, unico in tutta la Sicilia, grazie alla presenza di importanti siti della memoria e strutture difensive d’epoca.
Archeoclub Gela vuole sollecitare con la lettera il coinvolgimento della Regione alle problematiche dell’Archeologia quelIa di Gela in particolare, “che può diventare una vera realta di benessere economico e sociale per l’intera Isola contro i falsi miti del petrolio edella sua industria di cui, ad esempio, Gela ne ha vissuto, ne ha pagato e ne paga tuttora amaramente contraddizioni e conseguenze”. 

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