Area di crisi complessa di Gela: due anni di chiacchiere. La denuncia dei sindacati che chiedono incontro a Musumeci

Denunciano il preoccupante lassismo derivante dal silenzio delle Istituzioni regionali nei confronti “dell’Area di crisi complessa di Gela” le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Caltanissetta con le segreterie confederali regionali.
La città di Gela è rimasta zoppa dell’Accordo di programma, strumento che ha almeno 18 mesi di ritardo rispetto a quando era stato stabilito, siglato e condiviso al Ministero dello Sviluppo economico di Roma.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil, nella persone dei segretari Ignazio Giudice, Salvatore Gallo e maurizio Castaniam nonchè i segretari Pagliaro, Barone e Milazzo, dichiarano che pur non avendo nessun potere legislativo per firmare l’Accordo di programma, hanno il ruolo sociale di denunciare ciò che non si è fatto per la responsabilità diffusa delle istituzioni politiche, per tale ragione chiedono un incontro urgente al presidente della Regione Nello Musumeci e all’Assessore regionale alle Attività produttive Girolamo Turano

I sindacati consegneranno al neo governatore non solo le criticità, ma anche le potenzialità di una intera provincia, individuando nella fase di riconversione Eni una opportunità per il territorio, che può essere vissuta solo individuando percorsi economici virtuosi e immediati.

” Il fattore tempo, così come l’impegno finanziario per l’accordo di programma è fondamentale. In questi due anni siamo stati solo vittime di chiacchiere” hanno detto i sindacalisti.

I sindacati consegneranno i disagi strutturali che indeboliscono l’attrazione di piccole e medie imprese nel terroriotrio e potenziali holding del turismo.
Le tre confederazioni dichiarano di accettare la sfida della crescita economica basata sull’industria ma anche sulle infrastrutture veloci, e la grande opportunità di una industria che non inquina per il turismo.