Area di Crisi Gela: Accordo di Programma aspetta l’Ok da Roma, ma necessari più fondi per gli investimenti

Aspetta solo firma del governo nazionale per diventare esecutivo l’Accordo di Programma, e cominciare con l’emanazione dei bandi per piccole e medie imprese che vogliono operare nel territorio di Gela, da Vittoria a Riesi.

Quanto emerso ieri nella seduta  congiunta della IV Commissione Ambiente e della Commissione Attività produttive dell’Ars in cui era presente l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri sugli investimenti per le aree di crisi complesse.

Dopo innumerevoli ritardi, i piani sono ripartiti da quando si è insediato il governo Musumeci, ha sottolineato il  presidente della Quarta commissione dell’Ars Giusy Savarino.

Un accordo di programma che prevede investimenti per 25 milioni di euro, 15 milioni dovrebbero arrivare da Roma attraverso i fondi Pon, 10 dalla Regione attraverso i fondi Pac. Sono state finora 432 le manifestazioni di interesse da parte di imprese che potrebbero diventare dei progetti di rilancio per la città di Gela.

“il piano di recupero dell’area di crisi di Gela è un passo importante per il risanamento di quel comprensorio, ma perché gli interventi siano efficaci occorre sicuramente un maggiore stanziamento di fondi ed occorre che le azioni siano concentrati lì dove vi è maggiore bisogno.”
Ha affermato Marianna Caronia, presidente del Gruppo Misto all’Assemblea Regionale Siciliana che oggi ha chiesto “con grande forza al Governo regionale di impegnarsi a contribuire al reperimento di nuove risorse.”

L’approvazione dell’accordo di programma per la riqualificazione dell’area di Gela che prevede investimenti per 25 milioni di euro e che comprende complessivamente 23 comuni di quattro province ha provocato qualche mese fa  delle polemiche da parte dei segretari

segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania, in quanto 25 milioni di euro rappresentano un’elemosina per un territorio così vasto.

Stesso concetto era stato espresso il mese scorso dall’ex deputato regionale del Pd Lillo Speziale, oggi tesoriere del Partito democratico in Sicilia, che aveva affermato che i 25 milioni di euro costituiscono per Gela “cifre ridicole”.

Critiche sono piovute anche dal deputato regionale pentastellato Nuccio Di Paola.

 Dei 25 milioni di euro disponibili – ha afferma Di Paola – solo 10 arrivano da Palermo, mi sembrano veramente pochi, specie se ciò è raffrontato con quanto destinato ad altre aree di crisi”.

Sul ruolo passivo della Regine ha messo l’accento anche Giancarlo Cancelleri:

 “C’è una imbarazzante continuità con l’operato del governo Crocetta. La Regione si è limitata a fare un compitino scialbo e senza prospettiva di sviluppo, l’area fra Caltanissetta e Gela non può ancora subire scelte miopi che affossano ancora di più un territorio spesso dimenticato e sempre martoriato”.