Arsenico nelle falde di Gela. V Commissione: assenza di pianificazione e di pubblicazione ultimo monitoraggio

La Commissione Ambiente e Sanità, denuncia la totale assenza di pianificazione su temi come inquinamento ambientale. “Temi che andrebbero affrontati in un certo modo e non a spot come usa fare l’amministrazione”. Scrivono i componenti.

“È stata indetta una riunione importante tra amministrazione, Asp e Arpa sul problema sollevato da Emilio Giudice, direttore della Riserva del Biviere, al Ministero dell’Ambiente, della presenza dell’Arsenico nelle acque di falda.

La Commissione aveva il dott. Calogero Buttiglieri dell’Asp, per discutere la situazione delicata dei pozzi di emungimento della piana di Gela, lo stesso ci aveva confermato le analisi fatte dall’Arpa a nove pozzi a campione e per i quali avevamo chiesto di poter avere i risultati. Ad oggi non è arrivato nessun dato alla Commissione, così come i dati del monitoraggio acqua e aria, chiesti in più occasioni all’amministrazione.” Hanno sottolineato i componenti della Commissione diretta dal consigliere Virginia Farruggia.

La Commissione non sono non è stata invitata all’incontro sulla presenza dell’arsenico nelle falde di Gela, “ma soprattutto non viene messa in condizione di operare per i cittadini come sarebbe nelle sue mansioni.

“ Riteniamo – affermano – propagandistico fare un comunicato stampa sull’arsenico, senza aver avuto l’interesse di pubblicare i risultati dell’ultimo monitoraggio ambientale, proprio sulla speciazione dell’Arsenico, realizzato dal Cnr di Pisa, quando poi si fa un’ altro comunicato di allarme sulla contaminazione di uno dei pozzi, sempre della piana, ad uso agricolo”.

La V Commissione chiede che venga immediatamente aperto un tavolo sull’arsenico e che si dia evidenza della presenza o meno del contaminante sul territorio, inoltre, chiede di pubblicare i dati scientifici sulla speciazione dell’arsenico del CNR di Pisa, alla presenza del professor Fabrizio Bianchi.

“Piuttosto che dare notizie allarmanti -aggiungono- circa la contaminazione di un pozzo ad uso irriguo, nella Piana, si faccia una caratterizzazione seria della stessa, così da pianificare azioni puntuali a seconda delle risultanze. In questo modo si eviterà di devastare un settore già al collasso, quello agricolo, e soprattutto si cercherebbe di contrastare un debito di immagine che la città ha da sempre subito in cambio di una sicurezza economica che così sicura non si è rivelata.”

“Speriamo – concludono – che l’amministrazione si metta dalla parte dei cittadini creando le condizioni ottimali affinché Gela possa ripartire economicamente, prima di tutto, attraverso le proprie risorse e non, come è sempre accaduto, subendo le scelte dall’alto da parte di investitori esterni, che poco avrebbero a che fare con l’interesse del territorio”.