Articolo su La Repubblica, spacca ancor di più i due meet up grillini locali

Assunzione di Rita Scicolone, amica della moglie, nell’organico del Comune con la qualifica di istruttrice amministrativa, la sfiducia da parte del Meet up locale, quello più radicale, nei confronti del vice sindaco Simone Siciliano, con la delega di assessore all’ambiente per aver “messo in dubbio il nesso di causalità tra inquinamento e malformazioni genetiche”, l’incarico di legale per conto del comune dato a Lucio Greco, esponente di Ncd, che lo aveva “aiutato a sconfiggere Fasulo”, sono le azioni svolte dal sindaco grillino Domenico Messinese, nei suoi primi quattro mesi di incarico,  che sono state messe in risalto dall’articolo di La Repubblica. Dal titolo  “Incarichi  a parenti e spese allegre, i sindaci grillini finiscono sotto tiro”, l’articolo mette in evidenza come anche nel mondo dei cinque stelle alcuni esponenti, una volta arrivati all’ambita poltrona,  non si facciano remore a fare retromarcia ideologica. Da Gela, a Bagheria, Ragusa, Augusta non sono mancati casi di assunzioni e incarichi rispettando la gattopardiana legge della parantopoli. “Molti di noi, hanno cercato di far capire a Messinese che non era il caso”, scrisse allora a caldo uno dei fondatori del meet up grillino locale, Fabio Leopardi, sulla assunzione di Rita Scicolone. In città esistono due meet up, e mentre quello di Gela comune a Cinque Stelle, continua ad appoggiare sindaco e Giunta,  per le azioni “in linea con quelle del movimento pentastellato nazionale”, il meet up radicale non  condivide molte scelte effettuate dal sindaco Messinese, “non escludiamo una pubblica manifestazione”, gridano alcuni esponenti.

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