Artigianato: i vecchi mestieri dimenticati, tradizioni che rischiano di svanire

Tutti professori, dottori, ingegneri, avvocati…e l’artigianato?

Viene da chiederselo in una società in cui siamo abituati a rincorrere le ‘nuove’ professioni, dimenticando spesso e volentieri i mestieri antichi, le arti di un tempo, quelle in cui si lavorava con la mente, ma soprattutto con le mani, plasmando oggetti e realizzando vere e proprie creazioni.

Oggi sono pochissime le ragazze che decidono di seguire corsi per imparare a cucire per esempio, così come sono sempre meno le mamme che indirizzano le bambine verso passioni del genere.

Abbiamo tante piccole ballerine e tante piccole cantanti, che ben vengano, sono bellissime da vedere, ma forse dovremmo anche pensare a fare un passo indietro. Quando sono nata, a tenermi caldo c’era la coperta ricamata che mia nonna aveva fatto per me, così come le scarpette di lana, le sciarpe, i maglioni e tanto altro.

Poi sono cresciuta e ho imparato a realizzare i fiori con i collant e il filo di ferro. Tante bambine come me si cimentavano con il patchwork e i maschietti invece con il traforo o la pirografia e realizzavano davvero delle cose bellissime.

Siamo orgogliosi dei nostri professionisti, dei nostri giovani laureati. L’auspicio rimane comunque quello che tra questi qualcuno possa ancora avere voglia e piacere di imparare dalle nonne e dai nonni, tramandando abitudini e attività che, nel tempo, sono diventate quasi vere e proprie tradizioni, che rischiano però di andare perdute.