Ascia su vertenza Eni: seguiamo la strada intrapresa, la paura rischia di immobilizzarci

Credo nelle istituzioni e per questo dobbbiamo seguire il percorso che abbiamo intrapreso, senza fermarci, perchè la città sta galleggiando su una sitruzione che potrebbe esplodere da un momento all’altro come un vulcano”. Questo quanto affermato dal presidente del Consiglio Alessandra Ascia, sulle difficoltà  che stanno vivendo i lavoratori dell’indotto che rischiano di non avere più nemmeno gli ammortizzatori sociali. Una situazione che si ripercuote su tutta la città. Il presidente propio ieri l’altro ha scritto al prefetto per sollecitare un incontro con le istitutuzioni e le parti sociali,  in modo da trovare una soluzione imminente. Ma i lavoratori non ci stanno più vogliono risposte concrete, e l’avvio dei cantieri che sono previsti dal piano di riconversione Eni.  “I lavoratori continuano la loro protesta davanti il polo industriale Eni , oppure meglio dire la Raffineria di Gela , e anche davanti la residenza Comunale, causando serie difficoltà sul proseguimento dei  lavori  del civico consesso”, ha detto la Ascia. 
“Non possiamo di certo abbandonare i lavoratori dell’indotto, ma le Istituzione con le organizzazioni sindacali che ormai da tempo denunciano la precarietà dell’attuale situazione , non possiamo esimerci dal l’importantissimo ruolo che ricopriamo e investire positivamente le nostre energie per attivare e sollecitare la risoluzione di certe problematiche quali i progetti per il rilancio del polo energetico – industriale”. Coninua la Ascia che sottolinea come la Paura che il  numero dei licenziati e dei cassaintegrati possa lievitare è ormai diventata la realtà.
“Si è diffuso – ha comunicato la Ascia –  un fenomeno , quello della Paura «nemica» che tende a immobilizzare e rallentare eccessivamente, facendo dare il peggio di ognuno di noi. Io credo invece che  la paura,  legittima  e giustificata è nostra amica, e possiamo meglio definirla con il termine di Prudenza , che invece ci aiuta a non compiere sciocchezze e ad evitare di agire in maniera scriteriata. Non possiamo permetterci che queste emozione naturale e sana diventa persecutoria e paralizzante. Dobbiamo avere il coraggio , le Istituzioni e i sindacati di affrontare queste problematiche e buttare luce in volto a un vampiro che ci succhia le nostre energie . Credo nelle Istituzioni e per questo dobbiamo proseguire il percorso che abbiamo intrapreso, senza fermarci, perché attualmente la città sta galleggiando su una situazione che potrebbe esplodere da un momento all’altro come un vulcano che si sveglia da un lungo sonno”. Intanto il caso Gela è stato trattato anche dalla Rai regionale e  adesso si aspettano le risposte ufficiali da parte del prefetto. 

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