Asp nissena rischia di perdere di 633 posti. Sindacati annunciano lo stato di agitazione

Sempre meno fondi assegnati all’Azienda Sanitaria di Caltanissetta, che risultano ridotti rispetto ai finanziamento ottenuti nel 2011 e già insufficienti a garantire i servizi minimi essenziali. Questo quanto sottolineato dalla direzione  aziendale nell’incontro che  il 23 settembre  ha avuto con  le Organizzazioni sindacali  della Dirigenza- Sanitaria medica, non medica e Veterinaria, della Dirigenza SPTA e del Comparto, per la presentazione della bozza della nuova dotazione organica. 

La esiguità di tali fondi ha determinato, nell’ambito della rideterminazione della dotazione organica da parte dell’ASP, una diminuzione di 233 posti di lavoro, in aggiunta ai 400 posti già persi nel 2011, con gravi refluenze negative sulla quantità e sulla qualità dei servizi e dell’assistenza  offerta alla popolazione della provincia di Caltanissetta. Secondo quanto comunicato da un documento sindacale, questa ulteriore diminuzione  dei fondi, a fronte, invece  della già rilevata necessità di aumento degli stessi, indispensabile per potere garantire i livelli minimi di assistenza per i cittadini nisseni, porterá a queste conseguenze: “Mancata garanzia di qualità dell’assistenza offerta con aumento del rischio clinico; Chiusura di reparti e servizi ospedalieri e territoriali, già esistenti, che già operano in una situazione di grave carenza o, addirittura di assenza di organico; Impossibilità di attivare nuovi servizi importanti per il territorio di Caltanissetta, previsti, invece per legge; Perdita di 633 posti di lavoro e impossibilità di nuove assunzioni, e di stabilizzazione degli attuali precari; Emarginazione di Professionisti e Cittadini in serie B, rispetto a quelli delle altre provincie siciliane; Aumento della mobilità passiva verso altre provincie o fuori regione, con aumento reale dei costi sanitari da sostenere, in contrapposizione alla necessità di una razionalizzazione e di un risparmio di risorse”. 

Secondo le organizzazioni sindacali questa situazione penalizza  in maniera grave la Sanità del territorio provinciale nisseno  che ricopre, in base al bacino di utenza,  per  molte branche sanitarie ben  tre province. In tal modo ” tutti gli operatori sanitari declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali danni a carico dell’utenza, derivanti da carenze di organico od organizzative”. 

Per tutte queste ragioni le organizzazioni sindacali della Dirigenza- Sanitaria medica, non medica e Veterinaria, della Dirigenza SPTA e del Comparto, proclamano lo stato di agitazione, con mobilità verso la Regione. 

I sindacati  chiedono un immediato incontro con l’Assessore regionale della Salute, con la VI Commissione Sanità dell’ARS, in presenza della deputazione regionale  del territorio della provincia di Caltanissetta, al fine di richiedere l’integrazione dei fondi, provvisoriamente assegnati all’Azienda Sanitaria di Caltanissetta, e l’applicazione degli standard di assistenza minimi previsti dalle leggi vigenti, con l’allineamento della dotazione organica nei vari servizi esistenti e l’attivazione dei nuovi servizi   previsti, dotati di un organico adeguato.

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