Associazione Antimafie Rita Atria: le incongruenze della verificazione Muos

Dal 13 al 15 gennaio 2016, il Collegio dei periti-verificatori, in forza dell’autorizzazione del Ministero della Difesa, avrebbe dovuto effettuare le misurazioni dei campi elettromagnetici emessi dal Muos, per testarne l’eventuale pericolosità nei confronti della salute dei cittadini. A poche ore dall’attivazione delle parabole, giunge lo stop del Prefetto di Caltanissetta, dr.ssa Maria Teresa Cucinotta.  Quale è il motivo di tale decisione? I motivi dello stop imposto dal Prefetto di Caltanissetta sono ancora ignoti. Il Cga aveva concesso ai periti soltanto 40 giorni rispetto ai 90 richiesti dai tecnici per consegnare le loro conclusioni. Entro il 26 gennaio 2016 il comitato avrebbe dovuto consegnare la relazione definitiva. Tutto  nel silenzio assordante delle altre Istituzioni competenti, di politici e amministratori. In relazione al rinvio delle operazioni  di verificazione del Muos di Niscemi,  disposte di concerto dalla Prefettura di Caltanisetta unitamente al Collegio dei verificatori, l’Associazione Antimafie Rita Atria, esprime preoccupazione nel constatare  che neanche gli stessi verificatori  vogliono assumersi la responsabilità di decidere ed indicare quali siano le misure opportune da adottare  per la tutela dell’incolumità e della salute pubblica.
“Considerato che non si tratterebbe della messa in funzione definitiva, ma di una accensione test di brevissima durata, è maggiormente allarmante prendere atto  che il suggerimento dato dagli stessi verificatori incaricati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa sia di una accensione del Muos alla minima potenza così da poter escludere ogni riflesso negativo sulla popolazione, con un’ammissione, di fatto, che ad una potenza maggiore (ma quale è la minima?) sarebbero configurabili  rischi per la popolazione.”Ha comunicato l’associazione.
Gli avvocati  dell’Associazione Antimafie Rita Atria, Goffredo D’Antona e Sara Catalano, hanno depositato istanza di disapplicazione di eventuali autorizzazioni regionali nel caso in cui si volesse riproporle, al fine di riaffermare il concetto che, anche “al di là delle statuizioni del Cga, sono legittime le revoche delle autorizzazioni regionali del marzo del 2013  con le quali si era dato corso alla realizzazione del Muos”.