‘Attrazione repulsiva’, inaugurata la scultura al lungomare: un paradosso dalle tante interpretazioni

L’arte non teme né vento né pioggia.

È stata inaugurata stamattina, sotto a un cielo nero, l’opera dello scultore Leonardo Cumbo al lungomare di Gela dal titolo ‘Attrazione repulsiva’.

Un dono voluto dall’imprenditore Nino Miceli per una città che gli ha dato tanto, ma gli ha tolto altrettanto a causa della mafia. Una scultura che suscita numerosi interrogativi, un paradosso, un vero e proprio ossimoro che da un lato incarna la lotta, ma dall’altro la riappacificazione.

Una cornice spezzata che si avvicina con il tentativo delle due figure di accorciare le distanze tramite la fune o che si rompe ancora di più, fino ad allontanarsi e a respingersi irrimediabilmente. Un quadro vuoto dentro il quale spicca il colore azzurro e vivo del mar Mediterraneo che fa da sfondo.

Un momento importante di arte e cultura, ma anche e soprattutto di riflessione. Una città che abbraccia un suo cittadino onorario, costretto anni fa ad andar via per tutelare sé stesso e la sua famiglia dalla mafia. Oggi, Nino Miceli continua la sua lotta e lo fa rinunciando alla libertà quotidiana. Ha dovuto cambiare identità, trasferirsi altrove e accettare una scorta.

“Gela mi ha dato tantissimo – ha affermato – sebbene il momento difficile vissuto. Il mio è un atto d’amore nei confronti di un territorio che ha avuto la forza e il coraggio di reagire e di riprendersi. Ancora oggi non è tutto rose e fiori, ma mi auguro che questa opera possa servire a ricordare a tutti che il passato può ritornare e che per questo bisogna essere sempre vigili”.

Un gesto di riappacificazione dunque nei confronti di Gela, un esempio per le nuove generazioni, alle quali è andato l’invito di non abbassare mai la cresta e di ribaltare un destino cupo e difficile.

Presenti all’inaugurazione anche lo scultore Leonardo Cumbo e l’amministrazione comunale. “È un modo per avvicinare la cittadinanza alla cultura – ha affermato il vicesindaco Simone Siciliano – è un’opera che lascia tanti dubbi e che permette di riflettere sugli impegni presi da questa città contro la criminalità”.

“È una scultura che ha tantissimi significati – ha aggiunto il primo cittadino Domenico Messinese – ma un unico filo conduttore: il rapporto dell’uomo con la propria terra, rapporto di amore e odio, di attrazione e repulsione, come indica il titolo stesso dell’opera”.

Presenti inoltre gli studenti dei licei artistici ‘Majorana’ di Gela e ‘Juvara’ di San Cataldo che, dopo l’inaugurazione, si sono recati al Civico 111 insieme all’artista per ammirare la mostra di sculture e digital art allestita da un mese nella galleria.

(Come richiesto, per tutelare l’immagine dell’imprenditore abbiamo coperto il suo volto)