Autobotti a Manfria? “Cittadini utilizzati come fanteria tra comune e Caltaqua”. Chiesto ritiro dell’Ordinanza

Non si può fare la guerra a Caltaqua con le tasche e la sete dei cittadini. Questo quanto sottolineato dall’associazione ViviAmo Manfria, che si oppone alla delibera n.190 del 15  aprile 2016 con cui il comune di Gela ha disposto che i residenti delle zone sprovviste di rete idrica, come la zona di Manfria, non dovessero più  fare più versamenti agli uffici comunali, ma di rivolgersi a Caltaqua per l’erogazione idrica.
Puntuale era già  arrivata la replica della società italo-spagnola: “Il servizio di approvvigionamento idrico tramite autobotti non è contemplato tra gli obblighi stabiliti in capo al gestore richiamati dalla convenzione di gestione del servizio idrico integrato”. Risultato?  “Il comune se ne è  lavato  le mani sull’ acqua e , come previsto, da giorni decine di cittadini residenti e non residenti fanno la spola tra comune e Caltaqua.
 
“Non è giusto, non è politicamente ed amministrativamente ammissibile che residenti e non residenti senza acqua e nè  fogna in tutta Gela (che sono gli standard di una favelas) debbano essere pure usati come fanteria tra Comune e Caltaqua”. Ha scritto il presidente di ViviAmo Manfria. 
Infine sempre ordinanza sindacale n. 190 riporta che “nel caso in cui Caltaqua si rifiuti di dare il servizio autobotte, provvederà il comune che si rivarrà su Caltaqua” 
“Il  sindaco vuole che ci facciamo i selfie dentro gli uffici Caltaqua?!?”, scrive nel sul profilo facebook Antonio Cuvato. 
L’associazione chiede la revoca della delibera sindacale n.190 oppure che si disponga presso gli uffici comunali Assessorato ecologia una autocertificazione in cui i cittadini residenti e non residenti aventi diritto autobotte, possano dichiarare di essere stati da Caltaqua. 
 
 

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