Avete scomodato pure il “vero” editore…

 

Spett.le “Quotidiano di Gela”,

lo scrivente dott. Alessio Mauro, è l’editore di Accento, sin da quando questo giornale è nato. E’ la prima volta che scrivo per il giornale, non ce n’è stata mai la necessità, ma questa volta mi è sembrato doveroso dopo le Vostre critiche.

Probabilmente sono poco conosciuto, poiché svolgo il mio lavoro soprattutto all’estero; tuttavia, è da quando ho iniziato questo percorso che continua a diffondersi la diceria che non sia io l’editore di questo giornale e che la redazione sia in qualche modo “pilotata” da una deus ex machina. Una diceria frutto di congetture e speculazioni anche popolari che addirittura si trasformano in notizia accreditata, così come pubblicata nell’articolo del Quotidiano di Gela “Senti chi parla…”.

L’articolo chiude con “…informarsi prima di scrivere. Sempre”.

Concordo.

Perché Voi non l’avete fatto? Avreste potuto evitare questi errori:

  • Non è l’ing. Renato Mauro l’editore di questo giornale. Né ufficiale, né ufficioso, né occulto. Paradossalmente, le notizie delle sue attività, noi le veniamo a conoscere sempre dopo, nonostante il rapporto privilegiato;
  • Accento non gode di favori da parte di consiglieri comunali. Dei due consiglieri di cui si parla (adesso cancellati dal Vostro articolo…), solo uno ha fatto campagna elettorale su Accento; l’altro, ha, invece, acquistato uno spazio pubblicitario proprio sulla Vostra testata e non sulla nostra;
  • Il “dottor” Martello, non è dottore. Vi ringrazia dell’onore concesso, ma non è un titolo che ha conseguito, gode però di un’esperienza ventennale in marketing e comunicazione;
  • Al Quotidiano di Gela, non ci sono giornalisti “professionisti” bensì “pubblicisti”. Il sig. Parisi, se questo era il riferimento, non è più giornalista professionista dal 2012, ora solo “pubblicista”. Non è indice di minor esperienza, ma è noto che attribuirsi eventualmente ed impropriamente un titolo professionale non è almeno deontologicamente corretto. Non sono un legale, comunque mi è sembrato giusto precisare.

Non scrivo tuttavia per polemizzare.

Trovo assai inopportuno, però, che questa redazione di ACCENTO sia trattata, alla stregua di pupazzi manovrati da forze occulte. L’errore malizioso è forse da attribuire alla presenza di società sponsor del nostro giornale. Forse si pensa, impropriamente, che possano “manipolare” la veridicità e l’integrità delle informazioni pubblicate. In realtà, tali società hanno solo l’interesse a promuovere iniziative imprenditoriali sul territorio locale, nulla di più.

La redazione è in grado di distinguere perfettamente tra attività editoriale e commerciale, seguendo alla lettera il codice deontologico. Sin dalla nascita di questo giornale, infatti, non vi è mai stata alcuna “interferenza” o “filtro” sull’attività giornalistica della redazione, né da parte mia, né da chiunque altro. Nessuno ha comprato questo giornale. I nostri giornalisti, pubblicisti e “abusivi” (cit. dal Vostro articolo) sono e saranno sempre liberi di esprimere le proprie opinioni senza timore di ripercussioni. Più volte ho, infatti, avuto una mia opinione diversa o assai contrastante con quella dei giornalisti di questa redazione, eppure, tutti LORO sono ancora qui e non hanno timore di dire le cose liberamente e senza alcuna censura o condizionamento.

La nostra è una redazione piccola, giovane, che fa errori (…forse molti…). Siamo emotivi, impulsivi, ma abbiamo le capacità, la passione e la voglia di crescere e di certo non saremo né io né la direttrice responsabile Filippa Antinoro a bloccare gli “abusivi”, termine poco comprensibile, visto che sempre si tratta di persone con regolare contratto. Per noi sono una risorsa per il futuro, liberi pensatori che vogliono imparare il mestiere e hanno il diritto di far sentire la loro voce. Tutto ciò non è illecito, non è immorale, nè sbagliato e non c’è nulla di cui dobbiamo rimproverarci. D’altra parte anche su codesto “Quotidiano di Gela”, vengono pubblicati articoli a firma di persone non iscritte all’albo, perché definirli quindi con questa connotazione così negativa ?

Spero di aver chiarito una volta per tutte la questione, ripristinando la verità dei fatti.

Detto questo, non comprendo invece la motivazione delle critiche al nostro articolo “Mille euro? No, grazie! Scelte del comune discrezionali“.

Marco Martello, ha fatto una giusta osservazione: dove sono gli indici di ascolto delle tv e delle radio? Sul Vostro articolo, continuate a parlare di numeri e record, ma continuate ad omettere i numeri più importanti, oggetto della nostra critica: gli spettatori. Personalmente, penso che Rete Chiara faccia molti più ascolti di Antenna 7, ma questa è una opinione basata su mie ipotesi. Potrebbe non essere vera, potrei sbagliarmi. E se fosse vero, di quanto sarebbe il distacco? E’ lecito quindi chiedersi: se un canale ha 500 mila telespettatori e l’altro ne conta 2 milioni perché devo dare loro lo stesso importo? Come faccio a trattarli allo stesso modo senza avere un metro di paragone?

Se l’amministrazione avesse chiesto i dati Auditel per i canali tv/radio, come ha richiesto i dati Google/Alexa per noi quotidiani online, compresi Voi, non sarebbe stato tutto più chiaro e trasparente? In questo modo avrebbe potuto dire: “se un canale raggiunge 1 milione di telespettatori gli diamo 1.000 euro, se ne raggiunge 2 allora ne diamo 2.000…”.

Noi non critichiamo i giornali/canali in se, che sappiamo svolgono il loro lavoro onestamente e, purtroppo, anche in modo precario.

La nostra è stata una critica costruttiva all’amministrazione comunale di Gela e ai metodi utilizzati per determinare gli acquisti di spazi istituzionali nei mass media. Di certo l’a.c. ha fatto passi in avanti rispetto al passato e siamo certi che, la prossima volta, non commetterà lo stesso errore. Ma non possiamo ignorare l’accaduto e che tutto passi in silenzio. In questo modo nessuno se ne sarebbe accorto e forse nulla sarebbe cambiato. La critica costruttiva è importante ed è anche un aiuto a chi governa per sapere se sta andando verso la giusta direzione.

Se anche Voi del Quotidiano di Gela avete confermato che l’importo era “sbagliato” perché avete accettato? Avreste, comunque, potuto offrire tale servizio informativo ai cittadini, magari in forma diversa, visto che il sig. Parisi è impiegato comunale, anche redattore del nuovo giornale “Colonne Gelesi” edito dal Comune di Gela. Di certo non farà fatica ad ottenere notizie dalla stessa amministrazione comunale.

Se l’importo è “sbagliato” abbiamo tutti il dovere di non accontentarci. Sicuramente c’è crisi, austerità e bisogna essere più contenuti, ma questo è tutto un altro caso, perché le somme dall’a.c. erano state stanziate, pari a 22.000 euro, ma, a nostro avviso, non sono state allocate secondo criteri adeguati ed oggettivi. E’ nostro dovere se si riscontra un errore segnalarlo a chi di competenza, per dare la possibilità di rimediare, cambiare e migliorare.

Noi non ci “accontentiamo” di quello che passa il governo.

Noi non abbassiamo la testa.

Noi non ci facciamo comprare.

Non è pazzia, non è blasfemia. QUESTO È… ACCENTO!”