Gela: aveva reso la figliastra vittima di violenza e maltrattamenti. Fermato tunisino

Aveva reso per anni la figliastra,  vittima di violenze sessuali, maltrattamenti e lesioni.  Fermato dagli agenti del Commissariato di Gela un cittadino di nazionalità tunisina. Il  “fermo di indiziato di delitto” è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica, dott.ssa  Lara Seccacini. L’uomo, abitante a Gela già da diversi anni, sposato con una donna tunisina e padre di tre figlie, aveva per anni reso la figliastra vittima  di un disegno criminoso fatto di molteplici abusi, minacce e violente.
L’indagato aveva sviluppato un vero e proprio stile di vita incentrato sulle costanti vessazioni e prepotenze verso le donne della propria famiglia.  La vittima prescelta era in quasi ogni occasione la figlia di prime nozze della moglie, trattata alla stregua di un oggetto sul quale il tunisino riversava tutte le proprie frustrazioni, non mancando di privare la giovane donna della libertà e dell’autonomia di pensiero ed azione che ciascun essere umano ha diritto di vantare. 
Terrorizzate dall’uomo, le figlie e la moglie, malgrado le molteplici occasioni di ricovero presso il locale nosocomio, non hanno mancato di ridimensionare e affievolire la gravità dei fatti emersi nel corso del tempo, per paura di ritorsioni e soprusi. 
La delicatissima e nel contempo peculiare attività d’indagine prendeva le mosse solo a seguito del raggiungimento dell’esasperazione delle figlie del malvivente, stanche di vivere una situazione di raccapricciante disagio familiare e di assistere alle morbose attenzioni sessuali che il loro padre continuava nel tempo a manifestare alla figliastra.
Le donne, mamma e figlie,  vivevano uno  stato di vera e propria sudditanza nei confronti del marito, padre, in nome di una presunta superiorità di genere, difesa  a suon di frasi minacciose ed ingiuriose. 
Dopo l’iniziale silenzio e la ritrosia a parlare, grazie al rapporto di empatia instaurato con gli operatori della Polizia di Stato preposti al difficilissimo caso, le vittime hanno deciso  via via di collaborare pienamente, svelando i dettagli della turpe vicenda, così da determinare l’urgente necessità di un provvedimento restrittivo che potesse impedire all’umo di darsi alla fuga. Dopo le formalità di rito l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Gela. L’operazione è stato frutto di una efficace interazione tra la Procura della Repubblica di Gela, e la Polizia di Stato.                                                                                        
 

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