Avv. Lucio Greco: l’accordo Eni non garantisce i lavoratori

“L’accordo siglato non garantisce affatto i lavoratori e  in particolare quelli dell’indottonon reca inoltre alcun beneficio all’economia della città. Questo è quello che hanno capito i lavoratori, i più titolati ad esprimere giudizi in merito, perché sono loro che conoscono le dinamiche del lavoro svolto in raffineria e sono loro che pagano, purtroppo, le conseguenze negative di questa sceltaQuesto è quello che hanno capito i commercianti, gli artigiani e tutta la parte produttiva della città già fortemente colpita dalla grave crisi economica che dura da diversi anni. Questo è quello che hanno capito i giovani gelesi condannati ad una disoccupazione permanente.” Sono queste le parole espresse dall’avvocato Lucio Greco, secondo cui La Green Refinery, il guayule  avrebbero dovuto aggiungersi alla raffinazione e non sostituirsi a essa. Secondo Greco, Gela “meritava il mantenimento serio di una industria efficiente e compatibile con l’ambiente” , come Livorno e Sannazzaro, città nelle quali la società petrolifera  ha investito centinaia di milioni di euro per la raffinazione. Lo steso Crocetta, dice Greco, nell’occasione in cui venne a Gela la Camusso, ha gridato sul Palco “Qui si estrae e qui si raffina”. “Gela -continua  Greco – sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua recente storia ed è in gioco, persino, il futuro dei nostri figli”. L’avvocato conclude sottolineando la necessità di approfittare della mozione licenziata dal parlamento regionale, con cui si chiede di bloccare le trivellazioni, per  rimettere tutto in discussione e trovare un accordo in grado di garantire concretamente gli interessi del nostro territorio.                                    

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