Rendere pubblica la Torre di Manfria. Salinitro: abbiamo proposto una permuta tra volumi edilizi in aree compatibili

È stata avviata ieri da parte di Archeoclub la raccolta firme per chiedere l’esproprio della torre di Manfria per pubblica utilità. La torre appartenente alla famiglia Iacona, rappresenta uno dei beni più amati della città di Gela. Risalente a 400 anni fa, quando fu costruita sul quel promontorio incantevole sul mare, per avvistamento delle navi saracene, la torre  oggi è in uno stato di degrado. E la Famiglia Iacono non è in grado nè di restauralrla, nè di preservarla. Per tale motivo l’associazione Archeoclub di Gela si è fatta promotice della petizione che è stata indirizzata all’amministrazione, perchè la torre ” rischia di aggiungersi alla lunga lista dei beni spariti nell’indifferenza a danno di un intero territorio e delle  generazioni future”. Ed ecco arrivare stamani la risposta da parte dell’assessore  al turismo Francesco Salinitro.
Una permuta fra volumi edilizi in aree compatibili è la proposta dall’amministrazione comunale di Gela ai proprietari per acquisire la torre di Manfria e i terreni circostanti.  Questa modalità di azione è stata proposta anche per altri immobili di interesse culturale ad altri privati cittadini.
“Proprio perché consapevole di questo rischio, e perché sensibile ai beni culturali e monumentali della nostra città – ha spiegato l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo, Francesco Salinitro – questa amministrazione comunale ha già incontrato, fin dal dicembre scorso, i proprietari della torre e dei terreni circostanti. Abbiamo ottenuto una prima risposta di disponibilità generale, ora siamo in attesa che ci venga formulata una proposta più precisa sulla quale discutere in concreto e in modo conclusivo. Non ne abbiamo parlato prima, fedeli al principio della riservatezza sino alla conclusione delle operazioni. Lo facciamo ora – ha concluso il componente della Giunta Messinese – per rispondere alla petizione di Archeoclub che ci chiama in causa e che potrebbe essere funzionale soprattutto a che la Regione possa muoversi nella direzione dell’acquisizione e del restauro del monumento cinquecentesco