Avvocati, commercialisti e architetti diventati docenti precari. L’ambito stipendio per molti professionisti

Continuano le convocazioni dei docenti per colmare le cattedre vuote delle scuole del nord. Sì perchè mentre al sud i posti di insegnanti sono stati tutti occupati da tempo, al nord tra trasferimenti, assegnazioni provvisorie e malattie, vi è carenza di docenti.

Quì gli insegnanti meridionali hanno fatto ritorno nella loro terra lasciando lasciando le loro cattedre ai supplenti. Il ritorno in patria avviene da parte degli insegnanti meridionali che sono entrati di ruolo al nord. Dall’altra parte però assistiamo ad una emigrazione dei precari del sud verso il nord. In tantissimi in questo mese hanno lasciato la Sicilia, la nostra città Gela per prendere quelle ambite diciotto ore settimanali fino al termine delle attività didattiche. Tra i precari non vi sono solo laureati in materie umanistiche o in matematica, ma vi sono anche molti professionisti, architetti, avvocati, commercialisti, laureati con un titolo che un tempo avrebbe escluso l’insegnamento come possibilità di lavoro.

Vivere con uno stipendio? Non era questa l’ambizione di un professionista fino a pochi anni fa. Adesso le cose sono cambiate a causa della crisi e delle inflazioni delle lauree ormai conseguibili pure stando comodamente seduti a casa. Così gli avvocati, gli architetti, i commercialisti, hanno puntano su un lavoro nella scuola: supplenze, incarichi brevi ma se va bene anche di un anno, tanto non è richiesta l’abilitazione all’insegnamento. Tutti in coda per un posto da supplente allora, alle medie come alle superiori. A Milano sono arrivate oltre cinquantamila domande. La maggior parte da esordienti, aspiranti professori mai saliti in cattedra e pronti a insegnare diritto come arte.
Gli elenchi più lunghi quest’anno sono quelli dei supplenti di «terza fascia», i «non abilitati. C’è un altro elenco aperto ai non abilitati, quello della “messa a disposizione”