Barbara Minutoli, allieva della Scuola Superiore di Catania, si è spenta a 23 anni.

Ci sono notizie delle quali non si vorrebbe dover scrivere mai.

Lasciano senza parole, in preda ai ricordi, ad una voce che si ripete in testa e chiede “perché?”.

Perché una ragazza di appena 23 anni, studiosa, aggraziata, intelligentissima non possa essere ANCORA QUI a scrivere al posto mio un pezzo che nulla dovrebbe avere a che vedere con queste parole che scorrono sole e senza pace?

Barbara era una studentessa della Scuola Superiore di Catania, era di Messina, amava il giornalismo, i mici, il teatro ed era gentile, seria, instancabile, pacata. Metteva impegno nell’affrontare lo studio e la vita.

Barbara, oggi, è un inaccettabile verbo al passato, è il ricordo dei suoi colleghi di Filologia Moderna, è una foto su Facebook con lo sfondo della sua amata Parigi, è…

Prima o poi qualcuno saprà spiegarci un motivo accettabile per cui una ragazza così giovane dovrebbe vedere i suoi sogni stroncati da una tremenda, imperdonabile malattia? Dove finiscono i progetti, le notti di studio, le lotte contro il tempo, le ansie, le paure, tutto?

Ciao Barbara, “volare per vivere” era una delle tue citazioni preferite ed io voglio pensare che adesso stai volando perché qualcuno lassù aveva progetti più grandi per te che noi così piccoli non siamo nemmeno in grado di immaginare.

“Muore giovane colui ch’al cielo è caro” – scriveva Menandro – ma noi continueremo a chiederci il senso di tutto questo, a portarti con noi per tenerti in vita nella memoria, a credere negli esami che sosterremo per continuare a sognare insieme a te, e ci diremo ancora in bocca al lupo prima delle prove più temute.

Sei andata via troppo in fretta e tutto sembra essersi fermato, adesso è tempo di silenzio.

Un incredulo addio Barbara, ci ricorderemo dell’elegante discrezione dei tuoi gesti “anche se tante cose un senso non ce l’ha….”