Battaglia mediatica a colpi di #GoldenShowers

Da qualche giorno a questa parte il trending-hashtag che sta spopolando su Twitter e Facebook è #GoldenShowers: l’America è di nuovo protagonista di uno scandalo che sta sconvolgendo il panorama politico globale.

In data 10 Gennaio 2017, la CNN, Buzzfeed e successivamente, ma con una più ampia serie di notizie, il New York Times, diffondono un dossier di 35 pagine concernente rapporti sessuali che Donald Trump, dal 20 Gennaio 2017 nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, avrebbe avuto in un hotel di Mosca con delle prostitute russe. Il dossier è stato raccolto da Christopher Steele, ex spia britannica del Mi6, ora agente 007, a cui l’indagine venne commissionata nel 2015 dal partito repubblicano. Ecco quindi il quesito che attanaglia il web: che cos’è questa Golden Shower?

 Non è sicuramente una “pioggia di denaro”, né una particolare doccia intarsiata d’oro, ma il nome di una pratica sessuale feticista che consiste nell’urinare addosso al partner: E’ proprio il nome di ciò che Trump avrebbe fatto a delle giovani russe in “serate a luci rosse”.

Si è parlato di probabili ricatti da parte di Vladimir Putin a Donald Trump: il Presidente della Federazione Russa avrebbe scoperto i suoi intrallazzi in ambiente russo e avrebbe iniziato a ricattarlo. La notizia è stata velocemente smentita dai due presidenti.

Il neo-presidente americano ha apostrofato l’accaduto come “Roba da nazisti”, affermando che tali notizie sono delle “Fake News”, notizie false.  Il New York Times ha voluto sottolineare che tali notizie sono non verificate e non verificabili (unverified/unverificable), come è riportato nel dossier (infatti è scritto che tali dati siano confidenziali e sensibili), ma si è proceduto comunque con la loro pubblicazione non solo per scatenare clamore mediatico, ma anche per avvisare Trump della situazione.

Che siano fake, unverified o unverificable news, il caso è stato discusso e commentato dalla stragrande maggioranza degli utenti dei social, che negli ultimi giorni hanno lottato a colpi di ironia sferzante: alcuni post fortemente ironici, altri particolarmente critici, tutti con lo scopo di strappare qualche like e visualizzazione in più.

 

Articolo di

Alessandro giudice

Alessandro Giudice