Beni culturali/ Beni economici: al Tropicomed di Gela con Giuliano Volpe e Mariarita Sgarlata.

L’Associazione culturale “Daterreinmezzoalmare” ha presentato ieri sera, presso il TropicoMed di Gela, una presentazione/ conferenza sui beni culturali/beni economici.  Ospiti importanti per una serata che ha raccolto un folto pubblico di addetti ai lavori e amanti della cultura. Giuliano Volpe,  dal 2014 presidente del Consiglio Superiore “Beni culturali e paesaggistici” del MiBACT, ha presentato il suo libro “Un patrimonio italiano” Beni culturali, paesaggio e cittadini.

Questo libro è il risultato di incontri avuti in giro per l’Italia e illustra alcune realtà poco note in cui i cittadini attraverso forme di aggregazione diversificata sono riusciti a creare spazi, a rivalutare patrimoni culturali spesso svalutati dalle politiche nazionali e regionali attraverso formule innovative di gestione. È il caso del Museo Egizio di Torino, ci dice Giuliano Volpe, che grazie ad una fondazione ha avuto non solo successo ma ha creato posti di lavoro e ha coinvolto anche le comunità nordafricane presenti nel territorio creando così processi di integrazione. Negli ultimi due anni si è discusso di patrimonio culturale più che negli ultimi vent’anni.

Dopo un lungo periodo di disinteresse, accompagnato da tagli indiscriminati e dal blocco delle assunzioni, il tema è finalmente diventato di grande attualità. È necessario un profondo cambiamento di  visione. Il viaggio nell’Italia migliore di Giuliano Volpe ci parla del futuro del nostro patrimonio, partendo da quelle soluzioni che i cittadini sono riusciti a trovare, dimostrando che è possibile fare dell’eredità culturale un elemento vivo e un fattore di coesione e di crescita di una comunità. Le energie che animano il nostro Paese sono tante ma devono essere coadiuvate, accolte.  Il libro di Volpe sembra lanciare un messaggio di ottimismo della volontà che viene da grandi fondazioni e da società pubbliche, da piccole associazioni o da giovani professionisti.

 “L’eradicazione degli artropodi. La politica dei beni culturali in Siciliaè il titolo del libro di Maria Rita Sgarlata, ex Assessore dei Beni culturali della Regione Sicilia. Il libro della Sgarlata nasce da una lettera, datata 3 aprile 2013, giorno del suo insediamento all’Assessorato dei Beni Culturali della  Regione Siciliana dove le veniva chiesto un piano di controllo/eradicazione della infestazione di artropodi nel sito di Tindari.

Più semplicemente le veniva chiesto di organizzare “un piano di lotta contro le zecche” a fronte di questioni più complesse e strategiche per la politica dei beni culturali.  “Mai e poi mai avrei immaginato che, nei mesi a venire, questa sarebbe diventata la mia principale aspirazione: eradicare artropodi/politici dalle aree archeologiche, dai centri storici, dalle coste; sottrarre al loro controllo vampiresco quello che resta del passato della più grande isola del Mediterraneo” dice Maria Rita Sgarlata.

Esiste  una generazione, vecchia e nuova, di amministratori che hanno veramente a cuore le sorti dei loro territori, che soccorrono i beni culturali e paesaggistici, che riescono a impegnare in modo virtuoso i fondi ministeriali e comunitari, che agiscono insomma per la collettività. Ma accanto a loro, a volte sopra di loro, vive e prospera una categoria ben riconoscibile di politici infestanti, che vandalizzano la cultura fino a renderla una delle cause principali del degrado e della  marginalità della Sicilia. È di questo che parla il suo libro, di buon senso delle amministrazioni pubbliche, delle ristrettezze dei bilanci, della perdita di fondi comunitari.

Intervenuti all’evento Caterina Ingoglia dell’Università Di Messina e Daniele Manacorda dell’Università di Roma Tre. Il tema è per Gela attualissimo, la città sta vivendo una situazione di stasi e di crisi profonda. Ma dalla crisi si può e si deve ripensare al territorio valutando tutte le risorse in suo possesso. Gela queste risorse le possiede. È  necessaria però una progettazione che parta “dal basso” ma che venga accolta e coadiuvata da chi amministra la res pubblica.

 

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