Bennici e Siragusa: troppe divisioni consiliari e cittadini delusi. Indispensabile la coesione per portare avanti i progetti

La città di Gela sta attraversando una grave crisi economica ed esiste un evidente  malcontento diffuso nei confronti delle istituzioni e della politica locale. Sulla questione sono intervenuti i due consiglieri Sandra Bennici e Guido Siragusa.
“Due anni per tirare le somme, sono pochi per giudicare un Sindaco, una  amministrazione comunale o un Presidente del Consiglio, però, sono stati commessi tanti errori e di diversa natura.
Il momento di crisi economica di Gela è assai grave; le aspettative deluse dei cittadini e dei lavoratori sono tante, le risposte delle amministrazioni purtroppo invece sono mancate così come le attese. Il Consiglio comunale di oggi fuori controllo, incomprensibile leggere una maggioranza o una vera opposizione. È colpa del nostro Sindaco o del nostro Presidente del Consiglio? Della Giunta Municipale ? Del Consiglio Comunale?” Si chiedono i due consiglieri.
” Di certo -affermano-  esiste un malcontento diffuso oltre che della Amministrazione Messinese anche del consiglio comunale e dell’attuale Presidente del Consiglio, di cui diversi colleghi consiglieri hanno già avviato una sottoscrizione per la sfiducia. È  ancora prematura per il Sindaco ma possibile per la Presidenza del Consiglio per una possibile mozione di cui sarà necessario il consenso di almeno 20 consiglieri. Per la delicatezza del momento è indispensabile, pertanto, che tutti i consiglieri assumano un atteggiamento costruttivo, positivo per il paese che amiamo onorando responsabilmente la propria funzione assegnata dagli elettori gelesi.”
” Fino ad oggi – affermano- si è pensato di poter sostenere un Sindaco che non ha alcuna maggioranza in consiglio comunale,  nel tentativo di contribuire costruttivamente nell’interesse di Gela. Siamo convinti che non potrà funzionare perché le divisioni consiliari sono così profonde che la gestione dello stesso Consiglio Comunale già di per se diventa problematica. Ed allora se si vuole salvare la legislatura ed evitare che i lavori consiliari siano rilegati alla irrilevanza politica bisogna rimettere tutto in discussione per sanare quelle fratture createsi fin dall’insediamento del Consiglio e mai superate, anzi aggravate ancor di più dal PD gelese diviso e frantumato da correnti fra di loro in un confronto distruttivo permanente come del resto sta accadendo in Italia”. 
“Un patto programmatico di legislatura -continuano-  riposa ormai soltanto sulla capacità di un consiglio comunale coeso, capace di esprimere una maggioranza stabile, convinta ed affidabile tutti i consiglieri o almeno la maggioranza sappia guardare al futuro con saggezza, e almeno venti nel numero,  offrendo la propria disponibilità a ridare dignità al consesso civico magari. Una rotazione adeguata, anche nella composizione delle diverse commissioni consiliari, a volte rimette nel giusto verso la funzionalità di un organo istituzionale”
“I cittadini hanno riposto in noi tutti la loro fiducia, la nostra comunità ha bisogno di serenità e di coesione sociale, indispensabili per portare avanti idee, progetti, per programmare il futuro con una prospettiva di crescita economica ma soprattutto di crescita sociale e culturale”. Sottolineano i due consiglieri
“Abbiamo l’obbligo -concludono- di non deluderli dando segnale di maturità politica, senza instaurare un clima di pura contrapposizione e di incomunicabilità, ma un Consiglio di uomini e donne dalle personalità forti con capacità, competenze, passione e acume politico, nell’interesse generale di Gela. La speranza come sappiamo è l’ultima a morire e sperare in una politica come la più alta forma di carità cristiana ci rende ottimisti per un futuro migliore.”