Best in Sicily 2017: premiate a Palermo le eccellenze agroalimentari siciliane

Connect mind due parole per riassumere il discorso di Oscar Farinetti, fondatore della catena Eataly, intervenuto ieri dal palco del Teatro Massimo di Palermo, in occasione del Best in Sicily 2017, giunto ormai alla sua decima edizione.

Best in Sicily è un premio  ideato da cronachedigusto.it (giornale online di enogastronomia diretto da Fabrizio Carrera), rivolto alle eccellenze del mondo agroalimentare e dell’ospitalità in Sicilia, e che quest’anno ha visto premiate quattordici aziende provenienti da ogni parte della Sicilia: migliore produttore di vino (Carlo Hauner di Salina), migliore produttore di olio (Nicola e Antonella Titone di Titone olio biologico di Marsala), migliore albergo (Monaci delle Terre Nere di Zafferana etnea), migliore ristorante (Eolian Milazzo Hotel), migliore bar (Caffè Sicilia di Ragusa), miglior birrificio (Paul Bricius di Vittoria), migliore pasticceria (Pasticceria Oscar di Palermo), migliore trattoria (4 Archi di Milo), migliore pizzeria (Cimillà di Ragusa), miglior produttore di formaggio (Domenico Ferranti di Castronovo di Sicilia), migliore fornaio (Giuseppe Martinez di Trapani), miglior macellaio (Giuseppe Aleccia delle Delizie di Alcamo), migliore azienda conserviera (Drago Conserve di Siracusa), migliore Comune per l’offerta enogastronomica (Palazzolo Acreide).

Premiati inoltre con il “Premio speciale all’innovazione”, quattro realtà che si sono contraddistinte nel tempo per capacità imprenditoriale: la Cooperativa Kore di Marsala, la Cooperativa Fico d’India di Sicilia, l’azienda agricola Orto di Nonno Nino e il supermercato gourmet di Palermo Prezzemolo e Vitale.

Infine assegnato anche il premio quale “Ambasciatore della Sicilia nel mondo” all’editore palermitano Antonio Sellerio.

Fra gli ospiti intervenuti alla manifestazione, svoltasi nella meravigliosa cornice del Teatro Massimo, oltre a Farinetti, anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessore all’agricoltura Antonello Cracolici e l’eurodeputata Michela Giuffrida; tutti gli interventi hanno avuto un unico filo conduttore: la forza del brand Sicilia nel mondo, le eccellenze che, naturalmente, crescono sul territorio, e la potenzialità commerciale della Sicilia a livello globale, in gran parte ancora inespressa.

Quella di Farinetti è stata quasi una lectio magistralis, sui giovani, l’agricoltura e l’imprenditoria, sulla necessità dei giovani di dover fare impresa e ‘inventarsi’ il lavoro viste le difficoltà a trovarne uno, ma l’invito di Farinetti è stato quello di non fare impresa da soli, di unirsi in piccoli gruppi in modo da condividere le idee per renderle vincenti, connecting mind appunto.

L’evento è stato chiuso dallo scrittore Francesco Piccolo, vincitore del premio Strega, il quale ha letto alcuni passi del romanzo di Federico de Roberto ‘I Vicerè’, il quale, a suo dire, rappresenta ancora oggi, un lucido ritratto della Sicilia e dell’Italia intera.