Bimbo venduto per 30000 euro. Con quei soldi la famiglia avrebbe allargato casa

Comprato per trentamila euro e pronto a essere consegnato a due pregiudicati di Messina che, in accordo con la famiglia effettiva e quella “adottiva”, avevano proceduto alla compravendita. Era questo il destino al quale i Carabinieri hanno sottratto un bambino romeno di otto anni giunto in Sicilia insieme alla madre e al fratello maggiore. Otto le persone arrestate, due romeni e sei italiani, fra i quali anche la coppia di coniugi impossibilitati ad avere figli e disposti a comprarne uno pur di averne, evitando così l’iter dell’adozione. L’accusa è di associazione a delinquere e riduzione in schiavitù. Secondo una prima ricostruzione, la coppia, quarantotto anni lei e cinquantasette lui, aveva contattato alcuni pregiudicati di Tortorici per chiedergli di trovare una famiglia disposta a cedere un figlio dietro il pagamento di una somma in denaro. Le prime ricerche, dunque, si sarebbero indirizzate in Sicilia, negli ambienti degradati e mal frequentati, per poi recarsi dapprima in Toscana e infine in Romania, trovando accoglienza in una famiglia che col ricavato della vendita del figlio avrebbe provveduto a ingrandire l’abitazione. La vicenda ebbe inizio già nel 2008 quando i due coniugi, allora residenti in Svizzera, denunciarono la nascita di un maschietto, in realtà mai venuto al mondo. Da qui, dunque, la richiesta precisa di un bambino di otto anni. I Carabinieri, prontamente intervenuti al momento dello “scambio” nel porto di Messina, hanno preso in consegna il minore. Gli arrestati dovranno essere adesso interrogati dal Magistrato.

 

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