Bonifiche e sanità per Gela. Questo chiedono i cittadini. La città sarà ancora protagonista di Nemo Rai2

Vi sarà ancora un’altra puntata di Nemo Rai2 dedicata a Gela, con altre verità.

Dopo la dichiarazione dell’ex palista Emanuele Pistritto al giornalista Marco Maisano, la città pretende giustizia. Quelle vasche larghe 500 metri e profonde 15 metri, piene di rifiuti chimici tossici e di eternit, di cui ha parlato Pistritto, hanno messo in agitazione una intera città.

Bonifiche, risarcimenti sanitari. Tante le richieste da parte dei cittadini, che da venerdì scorso non fanno altro che pubblicare post su quanto sia diventato pericoloso vivere a Gela. “La nostra speranza è diventata non beccarci un tumore”, qualcuno ha scritto.

Adesso si aspetta che la magistratura faccia il suo dovere e indaghi su quanto ci sia nel sottosuolo di Gela. Anche la politica locale sta intervenendo. Il deputato regionale del Pd Giuseppe Arancio presenterà una interrogazione all’Ars legata proprio agli aspetti sanitari di Gela.
Una città in cui vi è una altissima percentuale di malati di tumori, dove tantissimi giovani hanno perso la vita a causa del cancro, e tanti altri stanno combattendo contro la malattia, tra mille difficoltà visto che spesso si è costretti a ricorrere a cure inesistenti in città.

Il cancro al seno è in aumento, ma Gela aspetta ancora l’apertura del reparto di senologia. In migliaia il mese scorso hanno partecipato alla manifestazione in cui si chiedeva l’apertura del dipartimento di senologia al Vittorio Emanuele.

Il deputato di Forza Italia Giusy Bartolozzi presenterà una interrogazione al Governo nazionale.

Chiusura dell’Eni e bonifiche sono state chieste sempre dai consiglieri grillini, e anche dagli ex assessore comunali, oggi rispettivamente deputato regionale e senatore, Nuccio Di Paola e Pietro Lorefice. Proprio la questione Eni è stata alla base della rottura con l’ex sindaco Domenico Messinese. Anche l’ex assessore all’ambiente Fabrizio Nardo, che da tempo è consulente della Procura per dimostrare il nesso tra malattie tumorali e industria, chiedeva immediate bonifiche di tutta l’area del petrolchimico.

Da parte sua Eni con un comunicato stampa ha fatto sapere che sono state “rispettate le normative per lo smaltimento dei rifiuti industriali”.

L’Espresso nel 2015 pubblicò un articolo dal titolo “Gela, il petrolchimico e l’inferno dei bambini”. Nell’articolo si è messo in evidenza come “per la prima volta una perizia medica abbia messo in relazione le malformazioni dei bambini della città di Gela, che alcune statistiche indicano tra le più alte del mondo, con l’inquinamento.

Nel 2012 Ecoo pubblicava come “l’inquinamento a Gela è arrivato a permeare di sé ogni cosa, a partire dall’acqua e dagli ortaggi, per finire al cibo con cui viene allevato il bestiame. Tutto ciò ha avuto e sta avendo pesanti conseguenze sulla salute.”

Già nel 2008 lo Studio Sentieri della Sanità aveva stabilito per il sito contaminato di Gela un eccesso di mortalità che del 3% negli uomini e del 2% nelle donne per tumori maligni. Lo stesso studio nel 2018 ha rivelato un eccesso di mortalità dei giovani e dei bambini per tumore maligno.

La Procura da tempo ha aperto un’indagine su quanto sia inquinato il sito di Gela. Procedimenti giudiziari in corso vi sono contro Manager e tecnici Eni accusati di disastro ambientale innominato.