Botta e risposta tra il sindaco Balbo e l’on. Mancuso sulla chiusura Cta a Butera

È botta e risposta tra il sindaco di Butera Filippo Balbo e il deputano regionale nisseno di Forza Italia Michele Mancuso sulla chiusura del Cta di Butera.

” Un’iniziativa che funziona, produce occupazione, distribuisce reddito ed acquista beni e servizi da fornitori locali, dando slancio all’economia del territorio” ha detto il deputato nisseno.

Il deputato nisseno in una nota aveva sottolineato come la chiusura del Cta dipenda “da una infausta iniziativa dell’amministrazione comunale”.

Affermazione smentita dal sindaco di Butera Filippo Balbo che con una nota ha sottolineato come “la chiusura del servizio Cta non dipenda dal comune in quanto regolato da un rapporto che la Società ha con l’azienda provinciale sanitaria di Caltanissetta e per mezzo della quale convenzione la Società può svolgere quel servizio in qualsiasi struttura accreditata dentro il perimetro provinciale. La società in questione che finora ha svolto il servizio nell’immobile comunale ha sottoscritto nel novembre del 2004 una convenzione con il comune di Butera della durata di 6 ani per l’erogazione di un servizio Cta scaduta nel novembre del 2010″. Inoltre il sindaco ha aggiunto che l’occupazione dell’immobile in questione, sia ” abusiva in quanto il contratto risulta scaduto”, in poche parole l’occupazione, secondo le affermazioni del primo cittadino, dovrà seguire un programma di gara o evidenza pubblica per ulteriore affidamento, previsto dalla legge, altrimenti si incorre in abuso di ufficio”

“La convenzione tra il comune di Butera e la società che gestisce la CTA – ha detto Mancuso- nasce da un avviso pubblico del 2004 e da una convenzione sottoscritta da una amministrazione comunale di cui l’attuale Sindaco era Assessore e Vice Sindaco. La convenzione ed il connesso rinnovo tacito di sei anni in sei anni, solo oggi curiosamente contestato da uno dei soggetti che l’ha approvata, è stato puntualmente onorato dalla controparte ed il Comune a sua volta ne ha confermato la validità con numerosi atti formali e sostanziali”.

“L’iniziativa presa dal Comune di Butera – ha continuato Mancuso- è infausta, ingiustificata e rischia di danneggiare gravemente l’economia locale, arrecando altresì pregiudizio ai pazienti accolti ed agli operatori impiegati. Il giudizio negativo che mi sento di confermare è ulteriormente corroborato dal fatto che, in atto presso l’immobile, viene svolto un servizio sanitario essenziale per la nostra provincia – un servizio proprio del SSR – , che non può essere indebitamente interrotto solamente per soddisfare ‘presunte’ esigenze finanziarie del Comune di Butera. Tanto più che mi risulta che la società che gestisce la CTA versa regolarmente un canone e corrisponde al comune tutte le imposte e tasse di propria competenza”.

Il bene immobile che ospita il Cta, ha detto il sindaco Balbo ” è stato inserito nel piano di alienazione perchè Butera che è a rischio di dissesto, incombe l’esigenza della Corte dei Conti per misure correttive a causa della soccombenza percontenziosi per oltre 5 milioni di euro e che esiste un pericolo per danno erariale per l‘’intero consiglio comunale se si elute la possibilità di correggere, con qualsiasi iniziativa, i conti dei bilancio”

“Mi spiace constatare – ha detto Mancuso- la consistenza dei problemi finanziari del Comune ma, se veramente si intende alienare una parte del patrimonio immobiliare pubblico si comincia con immobili non utilizzati e non utilizzabili per fini pubblici e non con quelli utilizzati per lo scopo per cui sono stati realizzati, che danno un reddito al comune, assicurando benessere alle comunità locali”.

“Tornando alla conoscenza delle carte – ha continua Mancuso – emerge che la convenzione tra il comune di Butera e la società che gestisce la CTA, nasce da un avviso pubblico del 2004 e da una convenzione sottoscritta da una amministrazione comunale di cui l’attuale Sindaco era Assessore e Vice Sindaco. La convenzione ed il connesso rinnovo tacito di sei anni in sei anni, solo oggi curiosamente contestato da uno dei soggetti che l’ha approvata, è stato puntualmente onorato dalla controparte ed il Comune a sua volta ne ha confermato la validità con numerosi atti formali e sostanziali”.

“Mi corre l’obbligo – ha scritto Mancuso – di ricordare all’Amministrazione comunale di Butera che l’immobile è stato realizzato col contributo di fondi regionali per la realizzazione di una casa protetta per soggetti, quali sono i disabili psichici. La sdemanializzazione oltre che inopportuna presenta dunque profili che rischiano di sconfinare in una zona d’ombra.” ” Le norme richiamate a supporto della presunta irregolarità del rinnovo tacito, ulteriormente e sommariamente richiamate dal sig. Sindaco nelle sue ultime dichiarazioni, fanno riferimento alla fornitura dei beni e servizi all’ente pubblico”.

Secondo l’on. Mancuso, la scadenza naturale del contratto è nel novembre del 2022. La C.T.A. di Butera e la società che la gestisce, non mi sembra che fornisca beni e servizi al comune di Butera, ma è solamente il conduttore di un immobile di proprietà comunale affidato alla stessa società. Il conduttore ha pagato e paga puntualmente il corrispettivo economico, incrementato della rivalutazione ISTAT applicata e, conseguentemente la convenzione/contratto è valida e vigente fino alla scadenza naturale, che se non erro, è novembre 2022, e non il 2010 come impropriamente affermato dal Sindaco”.

Ma il sindaco, secondo diversi riferimenti normativi che ha citato nella sua replica la scadenza del contratto è avvenuta nel 2010.

 

“Voglio sperare – ha detto il sindaco- che la società sia interessata al bando per l’alienazione del bene immobile, così da mettere un po’ di calma e pace”.

Entrambi fanno appello al Prefetto per chiarire la questione