Brexit, l’ironia corre sul web. Ma che succederà ora?

Dallo Xenofobo che lincia se stesso per il fatto di sentirsi un extracomunitario a Londra, alla famiglia reale che fa  “Hellone” all’Europa riprendendo “Ciaone” italiano, e al piccolo George che afferma “Ciao Poveri”. L‘ironia dopo il Brexit, è diventata virale sul social network, e  non mancano  le monete europee con il Regno Unito in neretto. 
Da ieri non si fa altro che commentare l’esito del referendum che ha portato all’uscita del Regno Unito dall’Europa. 
Ma se il web ha risposto con battute ironiche i mercati sono andati nel panico, sprofondando in un rosso che si non vedeva dal famoso 11 settembre. 
Cosa succederà ora? Nessuno sa che futuro ci aspetta. La questione non è tanto semplice e nemmeno tanto chiara. Soprattutto per gli stranieri che adesso, di fatto, rischiano di diventare extracomunitari in un posto dove non c’è più l’Europa. Sono tanti gli studenti siciliani a Londra, a Manchester e nelle città di un’Inghilterra che ha deciso di uscire dall’Unione Europea. La  reazione di chi è  partito dalla Sicilia  con tanti sogni e  speranze è quello del “leave”  sul “remain”. Purtroppo di previsioni adesso ce ne sono ben poche e questo limbo rischia di durare per un bel po’ di tempo. Si parla di mesi, addirittura anni. Quello che si sa è che per andre in Inghilterra,  per adesso è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio. Nel futuro potrebbe servire il passaporto, più improbabile che sia necessario il visto.
Per la copertura sanitaria  per ora basta il tesserino sanitario italiano che è valido in tutta Europa, più in là si deciderà.
Per la moneta  ci saranno forse dei benefici vista la svalutazione e la costosa  Londra diventerà forse un po’ più economica, almeno per il momento.
Ad avere un rincaro potrebbero essere i voli Low cost: settore nel quale molte regole andranno rinegoziate. Già nei mesi scorsi le principali compagnie si era dette preoccupate e addirittura Ryanair, aveva  affisson nei suoi aerei il messaggio anti Brexit: ‘Vote Remain in Europe’. 
Ma c`’è già chi teme la perdita dei posti di lavoro, non si sa se l’Europa sia disposta a continuare a trattare con l’Inghilterra, la stessa cosa per le potenze asiatiche e Stati Uniti. 
Ma oltre alla reazione a Brexit finanziaria, quello che si teme è quella politica, così come ha affermato ieri il  ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Si levano voci dall’Olanda e da altri Paesi del Nord, oltre ovviamente a Marine Le Pen in Francia, che chiedono altri referendum per uscire dall’Europa. Padoan sottolinea che “la tendenza a pensare che le soluzioni nazionali funzionino meglio di quelle europee” è giustificata in parte “dall’inadeguatezza delle istituzioni europe