Buona Scuola: campo di battaglia tra precari

Ore di trepidazione per tutti gli insegnanti precari in attesa che la legge Buona Scuola, che dovrebbe immettere in ruolo 150 mila insegnanti, diventi definitiva. Ancora tantissime le incertezze e contraddizioni, che fanno emergere chiaramente come ancora una volta l’Italia si contraddistingua per un Paese dove non esiste la certezza del diritto e in cui si va avanti a forza di ricorsi. La cosa che lascia più sconcertati non sono tante le proteste da parte degli insegnanti che resterebbero fuori dal piano, quanto le proposte che arrivano dai politici che in passato avevano legiferato in un determinato modo e ora fanno proposte totalmente diverse, per recuperare voti. Adesso dopo che il ministro all’istruzione Giannini aveva deciso per assunzione da Gae (graduatorie permanenti ad esaurimento, a seguito di superamento di concorso) al fine di una eliminazione definitiva, in tanti si scagliano contro le stesse. Un sistema che ha generato la stessa classe politica, ma che ora è contrastata dalla classe politica. Adesso l’ex ministro all’istruzione Fioroni rivendica il diritto al ruolo dei docenti inseriti nelle graduatorie di istituto, che hanno insegnato in questi ultimi anni, lasciando fuori quelle delle Gae, che non hanno insegnato, non per colpa loro, ma perche facenti parte di una classe di concorso più sfortunata, ma intanto hanno superato un concorso e la legge ha permesso loro di abilitarsi. Non solo ma ora anche chi si è abilitato dopo la chiusura delle suddette graduatorie rivendica il diritto di farne parte, e probabilmente le sentenze del Tribunale dirà che sarà possibile. Come se i decreti di aggiornamento non fossero stati chiari. In Italia volta stabilito un principio con delle norme approvate dal nostro Parlamento, tutto viene stravolto da delle sentenze. Poi ci sono i diplomati del magistrale, quelli che non hanno mai superato un concorso e che, dopo tredici anni dal superamento dell’esame di maturità di una scuola quadriennale, adesso possono inserirsi direttamente nelle Gae, in vista di questa assunzione di massa, per andare ad insegnare alle elementari e formare quelli che dovrebbero essere la nostra forza intellettiva futura. Così andrà a finire che con quattro anni di scuola superiore diventi insegnanti e tanti laureati rimarranno disoccupati, in questo caso quelli che nel frattempo hanno frequentato il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, e  che non fanno parte delle Gae, ma delle graduatorie di istituto. O quelli del Tfa , corso abilitante post laurea, combinati allo stesso modo. Insomma sicuramente ogni decisione che verrà presa lascerà scontenta una bella fetta di precari. Sarà come al solito una guerra tra poveri, che si consumerà a via di ricorsi. E la Buona Scuola di Renzi si trasformerà in un campo di battaglia.

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