Buona scuola: emigrazione di massa di docenti

 

Costretti ad emigrare per mettere fine al loro stato di precariato. Questo il risultato della Buona Scuola oltre a a non rispondere ai bisogni reali della scuola, sarà causa di un’emigrazione di massa, specie da sud verso nord, non tenendo conto delle condizioni personali spesso difficili di chi non può abbandonare le propio regioni. La situazione è ancor più preoccupante al Sud che versa in una condizione di devastazione economica e sociale. 

 

Il Governo intende risolvere la questione meridionale con un nuovo esodo di massa verso il nord a partire dalla scuola, assumendosi la responsabilità di tale grave scelta.Lo stesso decreto non rispetta  la sentenza della Corte di Giustizia europea sulla reiterazione dei contratti. Infatti anche chi è inserito nelle graduatorie di seconda fascia ha diritto a un piano di stabilizzazione, a partire dai docenti che hanno maturato 36 mesi di servizio. Le sentenze dei giudici vanno tutte in questa direzione. 

 

In questa situazione. Il ministro Giannini vuole sbarazzarsi dei precari paventando la cancellazione dalla graduatoria a esaurimento per coloro che non presentano la domanda. Siamo di fronte a un evidente tentativo di aggirare la legge, cancellando diritti e dignità delle persone.

 

La legge sulla “brutta scuola” si sta così rivelando un boomerang anche per la condizione dei precari, tanto che la tensione sta aumentando in quasi tutte le regioni d’Italia. Manca il confronto con le organizzazioni sindacali ma  l’autoritarismo e la demagogia non serviranno a piegare la giusta protesta dei precari.

 

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