Buona scuola: insegnanti chiedono un referendum abrogativo. La legge ci porterà indietro di decenni

Un referendum abrogativo della legge  Buona Scuola, è questo che gli insegnanti chiedono, e per cui da alcune settimane è portata avanti una raccolta firme che è arrivata a circa 23 mila adesioni. Il Ddl che ieri ha incassato la fiducia con 159 Sì, contro 112 No, non è andato giù né a precari, né a sindacati. Innanzitutto il maxiemendamento presentato ieri in Senato ha proposto una sintesi degli oltre 2 mila emendamenti presentati, eludendo le proposte di modifica più importanti, e poi l’adozione delle nuove norme porterà le scuole italiane indietro di decenni, sottraendo la libertà all’insegnamento e trasformando gli istituti scolastici in prototipi di aziende. Perché con questa riforma i presidi sceglieranno il personale “pescandolo”, a loro discrezione, dagli albi territoriali. I 50 mila docenti che verranno assunti in ruolo da settembre, sono quello che normalmente sarebbero stati assunti anche senza riforma, che è diventata il ricatto per trasformare la scuola in un sistema antidemocratico. Secondo la Buona Scuola  altri 50mila docenti saranno immessi in ruolo ad anno scolastico abbondantemente iniziato. Solo che altri 70mila insegnanti, ma forse anche 100mila, invece non assunti, potranno chiedere congrui risarcimenti al tribunale civile di Roma, citando la Presidenza del Consiglio per la violazione della norma comunitaria che impone la stabilizzazione del personale precario di lungo corso. Si tratta dei docenti che hanno svolto più di 36 mesi di servizio. 
Inoltre, nelle scuole si creerà un caos senza precedenti, per il ritorno in classe dei vicepresidi. Così migliaia di dirigenti scolastici rimarranno privi di vicario, in attesa che si materializzi l’organico dell’autonomia richiesto dai collegi dei docenti solo con l’inizio del nuovo anno scolastico.
La  lista delle brutte notizie, collegate all’approvazione del ddl, è davvero lunga. Riguarda anche il reclutamento: all’assurda esclusione dalle assunzioni degli abilitati dopo il 2011, che diventa illegittima per quelli che hanno svolto più di 36 mesi di servizio, si aggiunge la beffa per tutti gli abilitati laureati, che sono in seconda fascia, per cui non possono per avere diritto all’assunzione, né al concorso se non hanno almeno 180 giorni di supplenza. Con il maxi-emendamento, arriva poi l’originalissimo comitato di valutazione dei docenti, assegnato dall’amministrazione centrale ad ogni istituto: questo organismo, che nessun Paese europeo detiene con questo genere di componenti, prevede che degli studenti, anche quindicenni, stabiliscano non solo i criteri per valutare il merito dei docenti, con l’ultima parola comunque del dirigente-manager, ma anche che valutino l’insegnante nell’anno di prova. Restano le detrazioni fiscali per le famiglie che optano per le scuole paritarie e la possibilità di poter donare finanziamenti liberali alle scuole:statali e paritarie. Dal piano assunzione restano esclusi gli insegnanti della scuola per l’infanzia, per i quali si è in attesa si un piano 0-6, e il personale educativo. Ma resteranno esclusi anche tutti i precari che fanno parte di classi di concorso in esubero. In gni caso il piano prevede circa 100 mila assunzioni ma i precari su posti vacanti sono almeno 130 mila- A questi si aggiungo i supplenti per maternità e malattia. Inoltre verrà eliminata la terza fascia, quella dei docenti non abilitati, e le supplenze non potranno essere assegnate allo stesso docente per più di tre anni. Insomma con la Buona scuola tantissimi precari potranno cambiare mestiere
 
Tagged with: