Buona Scuola: ln provincia solo 94 i docenti immessi in ruolo. Gli altri? Spalmati in tutta Italia

In provincia di Caltanissetta i docenti immessi in ruolo nelle fasi “0”e “A” saranno 94; di questi 79 sono i posti effettivamente vacanti e disponibili, derivati dai pensionamenti. Il dato è riferito a tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alle superiori, su posto comune e sostegno. Le individuazioni avverranno al 50% dalle graduatorie ad esaurimento e al 50% dalle graduatorie del concorso. Le immissioni in più sono appena 15, ben cosa cosa! Questo é quanto affermato dalla Cisl Scuola.  Il   27 luglio si sono tenutele immissioni in ruolo della fase “0”, mentre quelli della fase “A” si terrano entro giorno 8 agosto  presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Caltanissetta.

Seguiranno poi le fasi “B” e “C” delle immissioni in ruolo, ma queste ultime due fasi si faranno su base nazionale e durante l’anno scolastico 2015/2016

Chi vuole partecipare alle fase “B” e “C” sarà costretto a compilare una domanda on Line dal 28 luglio al 14 agosto, indicando obbligatoriamente tutte le province italiane. In poche parole  precari verranno spalmati a macchia d’olio e assegnati da un sistema informatizzato a una provincia. “Tutto il contrario di quanto aveva risposto il premier Renzi che appena due mesi fa, a una precaria gelese, prof.ssa Rosanna Marchiana “non ci sarà nessun smistamento a macchia d’olio sul territorio nazionale.  Il criterio sarà prioritariamente l’assegnazione nell’ambito territoriale di appartenenza.” Afferma Emanele Caci, segretario della Cisl Scuola Gela. Il sindacalista  sottolinea che la procedura di assunzione, oltre a essere farraginosa e complessa, penalizza soprattutto i docenti del sud che, per mancanza di posti disponibili nella fase “zero” e “a” facendo domanda, verranno immessi in ruolo nelle regioni settentrionali con gravi disagi personali e per le loro famiglie. Inoltre i precari che fino a oggi hanno lavorato nelle regioni settentrionali, a casa loro, da precari diventeranno disoccupati.

La Cisl scuola è stata impegnata nell’ultima settimana in tre assemblee svoltesi nelle città di Gela, Niscemi e Caltanissetta per illustrare il tutte le sue fasi questo piano di assunzioni straordinario; dalle assemblee è emersa una vibrante protesta dei precari che provocatoriamente sarebbero disposti a non fare domanda esprimendo il loro dissenso a chi aveva pensato che questo piano di assunzioni, così come articolato, fosse la soluzione al problema del precariato scolastico.

Possiamo definire questa riforma un’opera d’arte  senza precedenti dato che si è riusciti a scontentare tutti: il personale di ruolo, che per vari motivi perderà la titolarità della sede, il personale precario meridionale e settentrionale, l’uno considerato alla stregua di un pacco da spostare dove e come meglio si crede, l’altro costretto a subire una migrazione involontaria di chi deve spostarsi, pur di  continuare a lavorare.

La Cisl scuola, come già da diversi mesi, continuerà a battersi per contrastare la riforma della scuola:incalzano l’Amministrazione sulla gestione dei provvedimenti attuativi, seguendo con attenzione il percorso delle diverse deleghe in bianco, attivando, là dove necessario, anche azioni di natura legale, considerato che proprio sul versante delle assunzioni non mancheranno i motivi di contenzioso, soprattutto per chi non vedesse riconosciuto il proprio diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro.

La Cisl scuola è sempre stata impegnata sul fronte della trattativa e del confronto e continuerà su questa strada sperando che da parte dell’Amministrazione ci sia la volontà dell’ascolto e del dialogo.

“L’inizio del nuovo anno scolastico sarà caldo non solo dal punto di vista meteorologico”. Afferma la Cisl. 

 

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