Buona Scuola verso la fiducia: non eliminerà il precariato. Che fine faranno i “residuali”?

Renzi oggi potrebbe avere la fiducia per portare a casa la riforma sulla Buona scuola. Con la scusa delle 100 mila assunzioni, il premier attuerà l’ennesimo stravolgimento della scuola, che non è andato giù né ai docenti precari, né ai sindacati. Inutili sono stati finora gli scioperi, sit in di protesta, raccolta firme. Quello che si è sempre contestato è stato il grande potere  che sarò dato ai presidi con la chiamata diretta degli insegnanti, la mancanza di continuità didattica, nonostante il ruolo, per la creazione dell’albo territoriale e  gli scarsi finanziamenti alla scuola pubblica o favore di quella privata, ma principalmente le 100 mila assunzioni non eliminerebbero il problema del precariato. I precari in Italia sono 130 mila, a questo devono aggiungersi i supplenti in sostituzione di maternità e malattia. Da  considerare che vi sono classi di concorso, come i docenti della scuola materna e il Personale educativo per cui non è stata prevista nessuna assunzione. Il premier si è rifiutato di far discutere in Senato gli oltre 3000 emendamenti presentati nelle varie audizioni al Senato e in Commissione cultura. Così qualche  giorno fa è spuntato un maxi emendamento che oggi potrebbe ottenere la fiducia in Senato. I sindacati hanno chiesto uno scorporamento delle assunzioni dal disegno di legge Buona Scuola, in quanto una riforma della scuola richiede tempo e sperimentazione. Ma il premier è risoluto “senza approvazione del Ddl non vi saranno assunzioni”. Ma  quali sono le novità introdotte dal maxi emendamento? Sicuramente la chiamata diretta non riguarderà i neo assunti, ma i soprannumerari e mobilità, inoltre l’incarico avrà durata triennale ed è rinnovabile. I docenti saranno sottoposti a valutazione da parte di una commissione decisa dal Provveditorato agli studi, e non dal dirigente, sottoposto a sua volta a valutazione- Ma il maxi emendamento nasconde  delle insidie. “Non capiamo perché ogni ministro che subentra debba necessariamente riformare la scuola, le riforme non sono necessarie, ma la scuola necessita invece di investimenti. La Buona scuola parte dalla considerazione della istituzione scolastica come azienda, ciò aumenterà il divario tra scuole del nord e quelle del sud”, ha affermato Emanuele Caci, segretario della Cisl scuola di Gela. “ Le assunzioni, che in ogni modo andavano fatte, sono diventate un ricatto, per l’approvazione del disegno di legge, e noi non ci fermeremo”, ha detto Rocco Trainiti, segretario della Cgil scuola di Gela. L’annuncio di Renzi a inizio anno scolastico era quello di eliminare il precariato, con la svuotamento della Graduatorie permanenti, quelle a cui si ha avuto accesso tramite superamento di concorso e che avrebbero assicurato primo o poi il ruolo, invece non solo il precariato non verrà eliminato, con il numero di assunzioni che è passato da 180 mila a 100 mila, ma addirittura chi ha già sostenuto un concorso e diventerà residuale della Gae, non ha ancora capito quale sarà la sua fine. Si preannunciano scioperi e ricorsi. 

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