Butera: 20 km per un quotidiano, quando l’edicola va in ferie

Farsi venti chilometri per acquistare un quotidiano. Succede a Butera in piena estate, quando l’unica edicola esistente nella cittadina va in ferie. Questi sono i disagi di chi ha deciso di rimanere nella cittadina nissena, o di chi decide di trascorrervi le vacanze. La città è sempre più vuota. Interi quartieri disabitati. Rimasti solo gli anziani, e qualche giovane che magari è riuscito a trovare una sistemazione nelle vicinanze.

\Per formare la seconda sezione della prima elementare, quella che un tempo si creava con grande facilità, è stato necessario ricorrere ai figli degli stranieri che vivono a Butera. Qui di rumeni ve ne sono tanti. Le donne riescono a trovare facilmente lavoro come badanti a quegli anziani i cui figli sono andati via per trovare lavoro. Un tempo Butera era diversa, specie in estate. Tutti gli emigrati ci facevano ritorno, e il centro era una grande festa ogni sera. Oggi le cose sono cambiate molto. Mano mano che i genitori anziani hanno lasciato questo mondo, i figli non tornano più. Preferiscono trascorrere le loro ferie altrove.

Questo l’amaro destino di una città che un tempo era anche la meta anche di molti gelesi che vi andavano a trascorrere il sabato sera nel famoso pub del centro. “Andiamo a Butera?” E allora sì ci incontravamo lì, eravamo in tanti. La desolazione purtroppo è il destino delle città che non offrono prospettive di lavoro per i giovani. Fortunatamente ci sono loro, gli stranieri, coloro che ormai sono la nostra risorsa. E solo loro possono far alzare il livello demografico e possono far rinascere tante città.

 

 

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