Caltagirone guarda con interesse Gela. Gelensis Populus incontra il neosindaco Ioppolo

“Lavorerò per staccarmi da Catania, perche Catania non ci darà più nulla…. le poche risorse che arriveranno per la città metropolitana resteranno tutte a Catania….. e capite bene che il sindaco metropolitano, che è anche sindaco di Catania, dovrà rispondere ai catanesi perché da loro ha preso i voti”.  
Queste le intenzioni del neo sindaco di Caltagirone on. Gino Ioppolo che ha incontrato alcuni componenti di Gelensis Populus.
 Il comitato gelese ha voltuto ascoltare la posizione del primo cittadino calatino sulla vicenda dei liberi consorsi e città metropolitane.
 Ioppolo ha sottolineato il suo timore  che Bianco possa accentrare su di sé, ancora più, potere e risorse, rendendo difficile la vita delle città del calatino. 
 “Le comunità della Sicilia centro meridionale vivono in una condizione di estrema difficoltà, risultando scoperte da vari servizi amministrativo-territoriali, e, viste le rovinose condizioni economiche del Paese, rischiano di perdere anche quelle minime strutture di gestione collettiva presenti fra Gela e Caltagirone. Causa principale di queste paventate chiusure sono le rigorose politiche di ridistribuzione dei servizi statali e regionali richiesti dalla spendig review.” Ha detto il sindaco Ioppolo. 
Per quanto riguarda la città  metropolitana di Catania il sindaco ha messo in evidenza come la zona del calatino non sia omogenea, ci saranno quelli che continueranno a restare con Catania.
 “Noi non abbiamo i numeri per fare un nostro libero consorzio, quindi una collaborazione con Gela e altri comuni è necessaria”. Ha aggiunto il sindaco.
“I calatini guardano con estremo interesse l’abbinamento antichissimo fra Gela e Caltagirone, che vide attivi nello scorso secolo Aldisio e Milazzo all’alba degli anni Cinquanta.” Afferma il comitato Gelensis Populus. 
Il comitato gelese, pur apprezzando il coraggio e l’indipendenza del sindaco Ioppolo, ha tenuto a precisare che l’iter del passaggio con Catania, per le comunità di Gela, Niscemi e Piazza Armerina, deve necessariamente completarsi.
In ogni caso, fondamentale è avere dato inizio ad un processo di dialogo con la comunità calatina, processo necessario per il futuro delle nostre comunità sia dentro che fuori la città metropolitana.
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