Canalazzo: urina davanti un’opera d’arte. La denuncia di Smaf: il quartiere è un bene comune

Il quartiere Canalazzo ancora una volta utilizzato come orinatoio dopo una bevuta di birra. Nonostante gli immensi sforzi dell’associazione Smaf di Gela, presiedutata da Gaetano Arizzi, che da questa estate ha avviato una serie di iniziative per la rivalutazione culturale e sociale del quartiere, vi sono giovani che continuano a non avere rispetto per il bene comune.

“Bene comune è: un bene specifico che viene condiviso dai membri della comunità, e che nonostante non abbia un solo proprietario, non implica di non essere di nessuno, bensì responsabilità di tutti, impegnati al suo mantenimento”, ha detto il presidente di Smaf Gaetano Arizzi.

Rivalutare un quartiere abbandonato, è stato la scopo di Smaf, ed è inaccettabile che vi ragazzini che, approfittando di un momento di buio, abbiano deciso di riattivare i “bagni pubblici”. Ha detto l’associazione che denuncia l’episodio.

Largo Sammito era al buio sabato sera e di conseguenza, i giovani “incivili” hanno deciso di farne un uso diverso rispetto a quei giovani che si sono dati un gran da fare per partecipare agli eventi d’arte, di moda, di presentazione libri che, dal mese di agosto, stanno portando una ventata di cultura in un quartiere abbandonato.

Non è insolito a Gela che orde di ragazzini si impossessino di un quartiere per vandalizzarlo, urinare e per trasformarlo in un porcile.
Urina davanti un’opera d’arte è inaccettabile. Ha detto il presidente di Smaf, che invita alla responsabilità per quei ragazzi che non solo non hanno a cuore nè il quartiere, nè la città, ma nemmeno per se stesso.

Il Canalazzo non deve essere un porcile all’aperto, ma un salotto. Ha detto il presidente di Smaf.

OItrettutto il quartiere è abitato e anche i residenti si sono lamentati dei comportamenti incivili di alcuni ragazzini che lo frequentano.

La rivalutazione del quartiere non deve essere stagionale, ma per tutto l’anno, ma ci vuole responsabilità di tutti. Ha detto il presidente.