Caporalato: costretti a vivere con i maiali e mangiare scatolette. Arresti e denunce in Sicilia

La Sicilia è ancora predominante il caporalato. Questo quanto emerso da una indagine svolta dalla dall’ufficio europeo di polizia-europol, in tutta l’Europa.

In Italia sotto controllo 615 aziende e 85 persone.

Nelle campagne e nelle serre in Sicilia le condizioni peggiori, braccianti agricoli sfruttati, si nutrivano di scatolette e dormivano in giacigli e baracche . In alcuni casi vivevano insieme a maiali e pecore in condizioni igienico sanitarie disumane.

Quattro le province siciliane coinvolte Agrigento, Ragusa, Siracusa e Trapani.

In provincia di Siracusa sono state controllate 60 persone e 3 aziende, di cui per una è scattata la sospensione dell’attività.

Tre le persone arrestate ad Agrigento  per sfruttamento del lavoro a danno di 32 braccianti agricoli italiani, rumeni e pakistani, di cui due minorenni.

Sei le persone denunciate a Ragusa, su 96 persone controllate, per favoreggiamento e sfruttamento di manodopera irregolare.

A  Trapani denunciati il titolare e il collaboratore esterno di un’azienda agricola, per aver impiegato in nero e sfruttato cinque lavoratori in stato di bisogno.

Le ispezioni hanno coinvolto le aziende operanti nel settore della grande distribuzione pubblicitaria, dei magazzini stoccaggio merci gestiti da imprenditori di etnia cinese, delle confezioni tessile-abbigliamento e del settore agricolo.

Accertata anche l’inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro. In alcuni casi è stata verificata un’illecita attività di intermediazione tra la domanda e l’offerta, compiuta dai caporali.