Carenza idrica a Gela, cittadini sempre più arrabbiati. “Politici, pensate alla città e non alle elezioni”

Ancora emergenza idrica a Gela e incalzano i cittadini del quartiere Marchitello dove la carenza d’acqua si fa sentire da quindici e venti giorni. A protestare stavolta sono stati i residenti di via Ellade, Pantalica e Ambrica, costretti a ricorrere giornalmente alle autobotti per rifornire le proprie cisterne di acqua. Una situazione divenuta oramai insostenibile e aggravata anche dal fatto che nessuno sappia dar loro delle risposte. Dal centralino di Caltaqua che squilla a vuoto alle comunicazioni dell’avvenuta erogazione nella zona a dispetto di cisterne e rubinetti a secco. “Una vera indecenza – hanno lamentato i cittadini – chiediamo solo un po’ di rispetto nei confronti di quello che è un nostro diritto. Non possono negarci un bene primario come l’acqua, che ci diano la dignità di lavarci, di farci la doccia e di mandare i bambini a scuola puliti. Dove sono i politici? Che mettano tutti da parte la campagna elettorale e si interessino realmente dei problemi della città”. A condurre la protesta un cospicuo numero di residenti, ciascuno di loro alle prese in mattinata con le autobotti. “Non solo paghiamo le bollette che arrivano salate – hanno aggiunto – ma dobbiamo anche comprare l’acqua per le normali faccende domestiche, curando la pulizia della casa e l’igiene personale. È già la quarta volta che chiamiamo l’autobotte e ogni volta sono ottanta euro, basta fare un semplice calcolo e capire quanto viene a costarci tutto questo. Le bollette le mandano e pretendono i pagamenti immediati, loro però l’acqua, quando arriva, la mandano per mezz’ora al giorno e dobbiamo quasi ringraziarli. E se facessimo anche noi così per le bollette? Dovremmo pagarle a rate, così capirebbero”. Il quartiere Marchitello, purtroppo, è soltanto una fetta di città che da diversi giorni ormai soffre la carenza idrica. Gela chiede che chi di competenza intervenga al più presto.

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