“Caru presidente, avemu sulu u mari”: canzone contro le trivellazioni dedicata a Crocetta

«Presidente, chistu è lu malu chi fari». cioè Crocetta trivella il mare perché si annoia. Questo viene cantato dai Pachira, gruppo musicale agrigentino, che ha dedicato al presidente della regione Sicilia il brano “Crocetta e le trivelle”, per rimarcare che il governatore  non si sia espresso contro l’articolo del decreto Sblocca Italia che permette al governo di autorizzare, al posto delle Regioni, le trivellazioni per la ricerca di gas e petrolio. Un silenzio ancora più importante  se si considera che l’Eni ha presentato uno dei progetti sottomarini più importanti in Italia che, così come previsto dall’accordo firmato al Mise il 6 novembre scorso, prevede l’installazione di impianti nel tratto di mare mare che va da Ragusa, passando  per Gela, e arrivando fino a Agrigento.
Il brano è a sostegno del comitato NoTriv e di Greenpeace, da schierate contro le estrazioni petrolifere nel Canale di Sicilia. «Caru presidente, avemu sulu u mari e lassatucilu stari”, rima il quintetto fondato dal  licatese Giuseppe Malfitano.
Un video ironico e una canzone leggera in dialetto siciliano, su un tema serissimo, che ha superato in poche settimane cinquemila visualizzazioni su you tube.
“Questa è la storiella di Crocetta e la trivella, che voleva trapanare nella sabbia il nostro mare”, cantano. Oltre a Giuseppe Malfitano, nel gruppo ci sono Emanuele Gattuso (tastiere), Giuseppe Abbruscato (batteria), Salvatore Cani (basso) eFrancesco Sottile (chitarra elettrica). Tutti giovanissimi e residenti tra Licata e Campobello di Licata. 
“Crocetta e le trivelle, nasce viene da un fatto che ci tocca in prima persona: sono le nostre coste, è il nostro mare. Era un modo diverso per non restare a guardare e dire la nostra opinione, nel modo che sappiamo fare meglio». Ha asserito Malfitano