Casa di riposo Aldisio: pubblica, privata o compensazioni Eni?

 

La casa di riposo Maria Antonietta Aldisio spacca in due il consiglio comunale: c’è che vorrebbe che la struttura rimanesse pubblica, c’è chi pensa che sarebbe il caso di emanare un bando per affidare la struttura a privati. Intanto il sindaco ieri durante il consiglio ha lanciato la proposta di  salvare la struttura, colmandone i debiti, utilizzando i fondi per le compensazioni che l’Eni dovrebbe riconoscere all’amministrazione dopo la stipula del protocollo d’intesa del 6 novembre scorso al Mise, riguardante  la riconversione della raffineria. La proposta, che  è stata ben accolta dai consiglieri comunali,  non è stata votata, perchè nel frattempo gli scranni dell’aula consiliare erano quasi vuoti, pertanto il consiglio rischiava di sciogliersi per mancanza di numero legale. Per far rinascere l’Ipab sarebbero necessari 400 mila euro, a tanto ammontano i debiti accumulati negli anni, come spiega il presidente don Giovanni Tandurella che mira ad una riqualificazione della struttura. “Le cose si possono risolvere se c’è la volontà di tutti”, ha detto padre Tandurella. Intanto i lavoratori sono senza stipendio da 16 mesi.  Ignazio Giudice intanto dice di fare in fretta sia per conservare i posti di lavoro che per rilanciare il patrimonio che appartiene alla storia della città. “La cosa più urgente è risanare i debiti, e se la struttura deve rimanere pubblica qualcuno ci deve indicare la strada che sia  il comune o  la regione, l’ex provincia di Caltanissetta a  indirizzare una buona quota del bilancio a questa struttura. Questa struttura si compone di tre corpi: uno è grezzo, uno non utilizzato, che è quello maschile,  e l’altro è utilizzato da 17 anziani ospiti a fronte di 30 dipendenti