Case popolari a Scavone, tornano a protestare gli occupanti in preda alla disperazione

Una protesta che suona più come un vero e proprio urlo di disperazione. Sono tornate a far sentire la propria voce questa mattina le famiglie che abitano nelle case popolari del quartiere Scavone a Gela a seguito di numerosi sfratti. Già negli scorsi mesi i residenti avevano manifestato sotto le finestre del Palazzo di città, sollevando persino l’intervento del Presidente della Regione Rosario Crocetta che, in visita in città, aveva incontrato gli occupanti abusivi garantendo loro un tetto sulla testa.

Oggi, a distanza di mesi da quelle rassicurazioni, quel tetto sembra sempre più barcollare. Così sono scesi tutti in strada questa mattina: madri e figli, mariti, giovani e anziani, disoccupati, per chiedere tutela e risposte chiare sul futuro delle case in cui vivono da anni. Una protesta che ha rischiato di avere conseguenze serie, visto che alcune donne hanno minacciato gesti estremi con una bombola del gas. L’intervento dei Vigili del fuoco e il prevalere della razionalità sulla disperazione hanno scongiurato il peggio. Una protesta destinata a proseguire fino a quando la Regione non darà risposte concrete sul destino degli occupanti.

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