Caso RSA, parla Renato Mauro, ormai ex Direttore Generale del Comune

“Faccio un passo indietro per potermi difendere liberamente e per lasciare l’Amministrazione lontana da questo dibattito e da questi sospetti particolari”. Con queste parole Renato Mauro, ormai ex Direttore Generale del Comune di Gela, si è congedato dal suo ruolo dopo ben quarantacinque anni di attività. A seguito della bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla Residenza Sanitaria Assistita di Capo Soprano, oggi l’ingegnere Mauro, convocata una conferenza stampa, ha voluto ribadire la sua posizione, certo che riuscirà a dimostrare la sua innocenza. L’abuso contestato, che riguarderebbe il mancato versamento di una sanzione di 280000 euro, secondo l’ingegnere Mauro è inesistente. “È giusto che la Magistratura faccia tutte le indagini necessarie, ma quando vi dico che l’intera questione è solo una bolla di sapone, lo faccio sulla base di alcune considerazioni”. Conti e date alla mano, dunque, sulla struttura di Capo Soprano, che venne costruita nei primi anni Sessanta sulla base del Piano di fabbricazione con annesso regolamento edilizio vigente in quel periodo che, in termini di edificazione, prevedeva un parametro semplicissimo. Cita Mauro: “L’edificio si costruiva una volta e mezzo la larghezza stradale, cioè se la strada davanti era a dieci metri, si poteva andare fino a quindici metri. Non parliamo di volumi, ma solo della massima altezza che l’edificio poteva avere in funzione della strada”. In base a quanto dichiarato, quindi, cade la contestazione di abuso, datata 2008, per un principio noto a tutti: l’impossibilità di applicare sanzioni in maniera retroattiva. “Un qualsiasi Magistrato si accorgerà che le sanzioni di tipo pecuniario sono state inserite in Italia a partire dal primo settembre del 1967 – ha continuato Mauro – ogni abuso va sempre visto in funzione della legge vigente. Se una struttura è stata costruita nei primi anni Sessanta, bisogna andare a guardare se per quel periodo fosse corretto parlare di abuso. È un discorso complicato, lo capisco, ma il Magistrato, aiutato da esperti, deve guardare le carte, le date e le norme”. Una struttura, l’attuale RSA, assolutamente in regola che, come è emerso in conferenza, nel ’63 e nel ’65 ricevette due concessioni edilizie, riguardanti la conformità dell’edificio e due abitabilità, riguardanti questioni quali la sicurezza e l’igiene e che vide, nel ’67, l’approvazione delle varianti da parte dell’Ufficio tecnico, dell’Ufficiale Sanitario e della Commissione Edilizia presieduta dal Sindaco. “Mi dimetto oggi anche per l’eclatanza che si è voluto dare alla vicenda – ha aggiunto l’ex Direttore del Comune – è stato come se tutti i dirigenti fossimo una combriccola di persone pronte a sottoscrivere qualsiasi falsità a rischio del pericolo del posto di lavoro e così non è. Nessuno toglie il diritto dovere del Magistrato di indagare, però centocinquanta persone tra forze dell’Ordine, Polizia e Guardia di Finanza per andare a trovare le carte, che avremmo potuto esibire personalmente e fare perquisizioni personali e domiciliari mi è sembrato un discorso un po’ esagerato e, quindi, è giusto che faccia un passo indietro. Qui non sono per mio interesse, ma per interesse della città e dell’Amministrazione – ha proseguito – io posso dire di avere la coscienza apposto per quello che ho fatto come dirigente e come direttore generale del Comune, così come sono convinto della meticolosità e della correttezza dei funzionari dei Vigili del Fuoco e dell’ASP, che anzi hanno attenzionato la struttura più di quanto avrebbero dovuto fare. Ogni cosa è stata controllata e collaudata. L’edificio era un albergo a quattro stelle, abbiamo dovuto effettuare un adeguamento sostanziale per uno sforzo finanziario, tra mutuo e anticipazioni bancarie dei soci, di oltre quattro milioni e mezzo. Che sia chiaro – ha poi concluso – nessuno mette firma in favore di altri col pericolo che possa essere accusato di aver agevolato qualcosa o qualcuno”.
Intanto, la Residenza Sanitaria Assistita prosegue regolarmente e a pieno ritmo la sua opera. All’interno della struttura inoltre, proprio nei prossimi giorni, verrà introdotto una procedura informatica per cui tutti gli operatori dovranno inserire online ciò che fanno, in modo tale che chi vorrà potrà seguire su internet tutti i servizi erogati.

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