Caso tubercolosi, riprese le lezioni allo Sturzo. Studenti preoccupati

Riprese regolarmente stamattina le lezioni all’Istituto Luigi Sturzo di Gela, dopo la chiusura dei giorni scorsi dovuta al caso Tubercolosi che ha costretto al ricovero uno studente, e alla disinfestazione dell’edificio scolastico. In questo momento sono presenti a scuola gli specialisti dell’Asp, per dare delle indicazioni alla scuola. Molta preoccupazione vi è tra gli studenti, anche perchè non è la prima volta che  la patologia sia stata presente nell’istituto di via Romagnoli. Già gli studenti, che  hanno manifestato in questi giorni problemi respiratori, si sono recati al Vittorio Emanuele per controlli, ma tutti sono risultati negativi. L’Asp nissena ha iniziato la profilassi per i parenti dello studente che ha contratto la malattia. Una patologia, quella del bacillo di Koch, che è contagiosa per trasmissione da un individuo malato, solo tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tbc si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone. Intanto c’è molta preoccupazione specie tra gli studenti che sono stati in contatto con il giovane: Sicuramente, come per l’anno scorso, quando si è verificato il caso del docente malato di Tbc, tutti questi saranno sottoposti a verifiche cliniche ed al test per avere la certezza della negatività della patologia. 

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