Catania: ripartono dalle ceneri i Briganti di Librino

De “I Briganti di Librino” avrete di certo letto e sentito parlare.

Avrete letto di tutto ciò che dal quartiere periferico di Catania dal febbraio del 2006 a oggi questa società di rugby è riuscita a fare.

Le attività, tutte dedite a risollevare le sorti di un quartiere, quello di Librino  e dei suoi abitanti. E gli obiettivi in questi anni di lavoro sono stati raggiunti soprattutto nei confronti di quei ragazzi che da Librino e dal suo disagio sociale erano risucchiati.

Poi il fuoco, due notti fa. La cenere, le macerie, i libri, i colori e le tempere, tutto.

Tutto è diventato polvere per mano di chi ogni giorno è abituato senza troppa vergogna ad esser vigliacco, per mano di chi dalla luce dei Briganti non si è lasciato illuminare o che quella luce la vuole oscurare.

I Briganti sono un simbolo di speranza, hanno creato e creano coesione e questo infastidisce, è uno schiaffo per chi qui continua a spacciare a cielo aperto.

La notizia dell’incendio si è diffusa nell’immediato dal profilo Facebook dei Briganti:

“La nostra Club House non esiste più. Un incendio doloso appiccato stanotte l’ha completamente distrutta. Sono andati perduti dieci anni di ricordi, trofei, l’intero patrimonio della Librineria, tantissimi cimeli accumulati in questi anni, il materiale tecnico e medicale, la cucina, tutto, tutto distrutto dall’incendio”

Ho preso del tempo per scrivere questa notizia perché mi ha turbato e non poco. Ho cercato di rintracciare un minimo senso in questo atto gravissimo e bontà mia non sono riuscita a trovarne alcuno.

Questo è un attacco alla solidarietà, è un attacco ad un luogo di legalità.

I Briganti stanno raccogliendo in queste ore solidarietà da parte non solo della città di Catania ma da tutta Italia.

Siamo tutti Briganti.

E se è vero che il fuoco ha spazzato via i segni tangibili delle attività del Campo San Teodoro è vero anche che dal Fuoco, quello della vita e dell’amore verso il bene comune, i Briganti ripartono più forti che mai.

Le attività non si sono fermate nonostante le macerie. Non sarà di certo questo a fermare la voglia di riscatto della parte sana di un quartiere, della città di Catania.

I Briganti continueranno a giocare, i ragazzi a leggere e a saltare.