Cav, Centro aiuto alla vita: le donne del sì

Nasceva a Gela 36 anni fa il Cav, Centro di aiuto alla vita, uno dei 315 attivi su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di promuovere e tutelare i diritti della madre e del nascituro. Una domenica mattina, Rocco Giudice e la moglie, fondatori del progetto, si trovano a meditare su un brano di Chiara Lubich, l’insegnante che diede vita al movimento dei Focolari. Il titolo è Il minimo tra i minimi. Tra le righe del passo un interrogativo: <<Chi è il più piccolo e indifeso tra gli ultimi?>>. A questa domanda, Rocco e la moglie rimangono perplessi, provando a ipotizzare la risposta. Continuano la lettura. Il più piccolo e indifeso tra gli ultimi, di cui si parla nel brano, è il bambino desideroso di nascere, a cui non si permette di venire al mondo. I due coniugi si sentono, così, chiamati ad una missione di volontariato. Partecipano ad un convegno organizzato nella città di Firenze, sede dell’unico centro per la vita, allora esistente. Comincia da qui, con il supporto di alcuni amici e conoscenti, il loro percorso di formazione all’interno del Movimento italiano per la vita. Un percorso intenso e instancabile che porterà alla nascita del centro locale. Oggi, il Cav di Gela assiste donne provenienti anche dalle città limitrofe come Vittoria, Butera, Niscemi, Licata e Caltagirone. Sono le donne del sì, le cui storie raccontano scelte di coraggio e di amore incondizionato. Più di 3500 le madri che, grazie all’ascolto e al supporto ricevuto, hanno rinunciato all’interruzione della gravidanza. Oltre 3500 vite umane salvate dall’aborto.

Da circa 25 anni, il Centro di aiuto alla vita opera anche all’interno del Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele”, offrendo a quante lo desiderano consulenze gratuite con esperti e colloqui informali con le volontarie. Ma l’impegno del Cav non si esaurisce qui. Esso si occupa anche di assistenza alle famiglie meno abbienti del territorio. Attraverso l’attività del Banco alimentare, il più antico tra quelli presenti in città, sono 500 le persone a cui vengono garantiti periodicamente beni di consumo primario. In totale, 40 gli operatori che prestano servizio all’interno del centro. Tra loro c’è chi si occupa della preparazione dei corredini per i neonati, della formazione dei nuovi volontari, chi gestisce le attività sportive per i ragazzi e chi organizza incontri culturali nelle scuole. Una rete strutturata e coordinata in cui nulla è lasciato al caso e la ripartizione organizzata dei ruoli diventa prerogativa fondamentale per l’efficienza nell’aiuto. Numerosi i progetti in cantiere. Primo fra questi, quello che vedrà la collaborazione con il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Gela, per portare ai bambini ricoverati giochi e sorrisi e aiutarli nello svolgimento dei compiti di scuola. In fase di programmazione, anche la realizzazione di uno spazio ricreativo per i più giovani, improntato al metodo educativo preventivo di Don Bosco.

Un impegno, quello del Centro, che si rinnova ogni giorno con la stessa dedizione e la stessa passione di quel lontano 1979, per preservare la vita nel grembo materno, dono prezioso da conoscere, accogliere, valorizzare e vivere responsabilmente, perché il più piccolo e indifeso tra gli ultimi, di cui scriveva Chiara Lubich, sarà la fonte della gioia più grande.

Per contattare il Cav è possibile chiamare il numero fisso 0933 939271 o recarsi in via Paolo Orsi, 2. E’ inoltre consultabile il sito del Movimento per la vita italiano www.mpv.org, contenente tutte le informazioni necessarie sull’organizzazione e sui servizi a disposizione della donna.