Occidente e Oriente insieme a Istanbul. Come ho ritrovato la città del Bosforo

Occidente e Oriente, in queste immagini la summa di Istanbul.

Due mondi che convivono da sempre, insieme. Dall’hijab alle minigonne. Dalla musica dalle sonorità orientali, ai brani rock e pop americani e inglesi. Non è insolito assaggiare un çay (tè turco) con un sottofondo di musica italiana. O mangiare la pizza sentendo il canto del muezzin che ti richiama alla preghiera.

Quando in Costantinopoli Edmondo De Amicis ha scritto che nessun paese al mondo ti può permettere di affacciarti dall’occidente e vedere l’oriente, sicuramente si trovava qui, a Beyoğlu, situata nella parte Nord del Corno d’Oro. Dalla mia finestra vedo i I minareti che si ergono tra i gabbiani svolazzanti, e da lontano il faro di Üsküdar, nella parte asiatica della città turca.

A due passi la famosa   İstiklâl Caddesi che noi abbiamo imparato a conoscere attraverso i media, per le manifestazioni di Gezi Park. Ma quelli erano altri tempi, quando bastava che stessi lontano da quei giovani che non volevano la costruzione del centro commerciale nel polmone verde di Gezi, per non finire coinvolto in qualche baruffa con intervento della “Polis”.

Per il resto la città era pienissima di turisti. Ogni quartiere un baraonda di persone: turchi, armeni, curdi assieme a italiani, tedeschi, olandesi, spagnoli. Ogni giorno nel Bosforo immense navi di crociera scaricavano migliaia di turisti, che si sparpagliavano nella labirintica Sultanahmet.

Oggi le cose sono molto cambiate, la paura per i recenti attentati ha completamente azzerato il turismo europeo. Per strada non incontri altro che turchi, siriani e russi. E poi gli arabi. Di italiani, a parte chi lavora qui, non se ne incontrano tanti. I negozi prima vendevano eccome.

Dalle ceramiche ai tappeti, dalle spezie alle lampade. Tutti sorridenti i commercianti turchi. Quel sorriso ha preso il posto della tristezza per i tanti debiti che non riescono più a pagare. I russi non comprano granchè e i siriani ti chiedono i soldi per strada. Hanno la musica nel cuore, e la esternano suonando la fisarmonica e violini. La senti questa musica ovunque, come quella che viene dalle` moschee.

Ma Istanbul ha sempre il suo fascino, per chi ama la fotografia non c’è posto migliore. E i turchi sono sempre cordiali e ospitali. Turkish tea o apple tea? E si offendono se non accetti. E allora va benissimo il turkish tea, o çay,  che anche le ragazze amano sorseggiare sedute nei bar dai divani di rossi, tra una sigaretta e l’altra, assieme a uomini che usano il narghilè. E non è vero che se porti il velo non fumi o non vai a scuola. Le due cose convivono benissimo.

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