“Cerco/Offro lavoro”, requisiti: accontentarsi di paghe minime e avere esperienza

C’era una volta il lavoro… In perfetto stile fiabesco, verrebbe quasi da dire. Ebbene sì, c’era una volta il lavoro, perché oggi non c’è più. C’era una volta il laureato che inviava il proprio curriculum e poteva poi scegliere tra diverse proposte e oggi non c’è più, perché ha ceduto il posto a contratti di lavoro a tempo determinato, con opzioni full time e paghe che non possono essere definite stipendi e che non bastano a coprire neanche le spese di vitto e alloggio. Già, perché sempre più spesso quelle poche proposte che arrivano giungono da città e paesi diversi da quelli di residenza per cui accettare o provare a presentarsi a dei colloqui che prevedono cinquecento euro lordi al mese diventa matematicamente impossibile e svantaggioso. Se si è più fortunati, però, si trova l’opportunità che si aspettava, proprio il lavoro desiderato, ma…serve l’esperienza. Sì, perché i datori di lavoro non assumono gente inesperta che conosce il mestiere solo perché lo ha studiato. Cercano giovani che già sappiano cosa fare e che siano sul campo da almeno un paio di anni. E dove sono? Mistero! Su un campione di dieci giovani, due fanno quello per cui hanno studiato, ma uno dei due (se non entrambi) è sottopagato, quattro sono a lavorare da tutt’altra parte per non dipendere più dai genitori, tre sono all’Estero e uno è alla ricerca di un’idea alternativa che possa portargli fortuna. Ma non tutti studiano e di certo la situazione fra i diplomati che vorrebbero subito andare a lavoro non è certo migliore, sebbene comunque negli ultimi tempi le attività manuali e artigianali abbiano ricevuto uno slancio in più. Insomma, una situazione paradossale che vede da una parte giovani e sogni e dall’altra datori di lavoro, esigenze del mercato e soldi. Chi la spunterà? A me piace pensare che il “C’era una volta” di questo articolo possa essere di buon auspicio. In fondo, tutte le fiabe hanno un lieto fine.